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11 Luglio 2025
15:51

Chi è il pesce scorpione: come riconoscerlo e cosa fare in caso di incontro

Il pesce scorpione, o pesce leone, è una specie invasiva e velenosa sempre più comune nel Mediterraneo e lungo le coste dell'Italia meridionale. Arrivata attraverso il Canale di Suez dal Mar Rosso, è oggetto di monitoraggio da parte di diversi enti scientifici. In caso di incontro basta non avvicinarsi, ma è importante segnalare la sua presenza alle autorità.

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Il pesce scorpione, arrivato dal Mar Rosso, è una specie aliena e velenosa che sta diventando sempre più diffusa nel Mediterraneo

Il pesce scorpione (Pterois miles), conosciuto anche come pesce leone, è una specie originaria dell'oceano Indiano e del Mar Rosso, che ha però trovato una nuova "casa" anche nel Mediterraneo, dove viene avvistato sempre più spesso, in particolare lungo le coste meridionali dell'Italia. Con le sue pinne ampie e "piumate", striate di bianco e rosso, è un pesce facilmente riconoscibile, indubbiamente bello, ma decisamente problematico.

Si tratta infatti di una specie aliene invasiva, appartenente alla famiglia degli Scorpaenidae, la stessa degli scorfani, e possiede spine velenose lungo le pinne dorsali, anali e pelviche, in grado di infliggere punture dolorose e potenzialmente molto pericolose. Negli ultimi anni, grazie a segnalazioni e progetti di citizen science, sono aumentati gli avvistamenti nei mari italiani, in particolare in Puglia, Calabria, Sicilia e lungo le coste ioniche. Vediamo quindi più da vicino perché è importante conoscere questa specie e cosa fare in caso di incontro.

Dove vive il pesce scorpione e quali sono le sue caratteristiche

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La livrea è tipicamente a bande verticali rosse–brune e bianche, un pattern che lo rende davvero inconfondibile

Il pesce scorpione predilige fondali rocciosi, relitti sommersi, praterie di Posidonia e barriere coralline, dove può nascondersi tra le fessure e confondersi con i giochi di luce. È un predatore notturno e caccia principalmente di piccoli pesci, crostacei e molluschi. Esteticamente, Pterois miles si riconosce facilmente per il suo aspetto appariscente e inconfondibile: ha un corpo allungato, con pinne dorsali e pettorali molto sviluppate e raggi a forma di spine ben visibili.

La livrea è tipicamente a bande verticali rosse-brune e bianche, un pattern che lo rende davvero inconfondibile, anche a distanza. Raggiunge una lunghezza di circa 35 centimetri, ma in rari casi può superare i 40 cm. Questa specie ha colonizzato il Mediterraneo orientale attraverso il Canale di Suez, in un fenomeno noto come "migrazione lessepsiana". La sua presenza, inizialmente circoscritta, si è estesa negli ultimi anni fino a toccare anche le acque italiane, dove è stato segnalato per la priama volta nel 2016, in Sicilia.

La sua espansione è favorita anche dai cambiamenti climatici, che stanno rendendo le acque del Mediterraneo sempre più calde e accoglienti per le specie tropicali, che rappresentano una seria minaccia per la biodiversità locale. Proprio per questo, la sua diffusione è oggetto di monitoraggio da parte di diversi enti scientifici e associazioni ambientaliste, poiché rappresenta una minaccia per la fauna marina autoctona che, potenzialmente, per i bagnanti.

Il pesce scorpione è velenoso?

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Le sue spine dorsali, anali e pelviche sono collegate a ghiandole che secernono un potente veleno, utilizzato principalmente a scopo difensivo

Il pesce scorpione è infatti una delle specie marine più velenose presenti nel Mediterraneo. Le sue spine dorsali, anali e pelviche sono collegate a ghiandole che secernono un potente veleno, utilizzato principalmente a scopo difensivo. La puntura avviene solitamente quando l'animale viene messo alle strette e si sente minacciato o viene toccato accidentalmente, per esempio da subacquei, pescatori o bagnanti troppo curiosi. Il veleno può provocare dolore intenso, gonfiore, arrossamento, febbre e nei casi più gravi anche nausea, vertigini o svenimenti.

Sebbene sia raramente letale per gli esseri umani, può comunque causare anche forti reazioni allergiche e complicazioni più serie nei soggetti sensibili, come anziani, bambini o persone con problemi di salute pregressi. È importante però sottolineare che il pesce scorpione non è un animale aggressivo. Non attacca l'essere umano se non disturbato. Il suo aspetto minaccioso e il comportamento cauto sono i suoi principale strumenti di difesa, non di offesa.

In caso di puntura, può essere utile immergere la parte colpita in acqua calda (non bollente) per almeno 30-60 minuti, per denaturare il veleno. Meglio non applicare ghiaccio e soprattutto non tentare di aspirare o rimuovere il veleno. Naturalmente, recarsi subito al pronto soccorso, specialmente se si manifestano sintomi intensi o reazioni allergiche. Le spine restano velenose anche per alcune ore dopo la morte, per cui è sempre meglio evitare di raccogliere o maneggiare questi pesci a mani nude in caso di pesca o individui trovati morti.

Cosa fare in caso di avvistamento del pesce scorpione

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In caso di incontro, basta restare a distanza ed evitare di toccarlo

Se si avvista un pesce scorpione mentre si nuota o si pratica snorkeling, è meglio innanzitutto mantenere una distanza di sicurezza e non tentare di toccarlo. Inoltre, considerando che si tratta di una specie aliena potenzialmente molto impattante per i mari, andrebbe sempre segnalata la sua presenza alle autorità. Per monitorare la diffusione di questa specie e limitare i danni alla biodiversità, le autorità locali e le comunità di pescatori stanno lavorando insieme a progetti di monitoraggio e controllo della specie.

I ricercatori dell'ISPRA hanno anche attivato un gruppo su Facebook – chiamato Oddifish – dove è possibile condividere informazioni e avvistamenti tra frequentatori del mare e ricercatori, anche attraverso la mail (alien@isprambiente.it). All'interno del progetto Alien Fish è stata anche attivata ormai da diversi anni una campagna di citizen science denominata Attenti a quei 4!, che punta a raccogliere le segnalazioni dei cittadini sulla presenza del pesce scorpione e di altre tre specie aliene di pesci.

L'arrivo del pesce scorpione lungo le coste italiane è un fenomeno complesso, che ci pone ancora una volta di fronte all'ennesima sfida per proteggere il Mediterraneo dalle minacce causate dalle attività umane, dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione. Conoscere questa e altre specie aliene che diventeranno sempre più comuni in un mare ogni anno più caldo, è il primo fondamentale passo per affrontare un nuovo problema in modo consapevole e responsabile, riducendo allo stesso tempo i rischi di incontri troppo ravvicinati.

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