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15 Gennaio 2026
13:43

Chi è il ghiro, il piccolo roditore simbolo del sonno profondo

Il ghiro (Glis glis) è un roditore tipico dei boschi e famoso per essere un "dormiglione". Può infatti andare in letargo anche fino a 6-7 mesi di fila.

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Il ghiro (Glis glis) è un "dormiglione" nato e può andare in letargo anche per 7 mesi di fila

Piccolo, dagli occhi grandi e con la coda lunga e soffice, il ghiro è uno di quegli animali che quasi tutti conoscono di nome, ma spesso più per un modo di dire che per ciò che è davvero. Il suo nome scientifico è Glis glis e già in epoca romana era un roditore piuttosto conosciuto, sia perché veniva allevato per essere mangiato, sia per la sua abitudine di andare in letargo e "dormire" per lunghi periodi. Non a caso, ancora oggi "dormire come un ghiro" è sinonimo di sonno profondo.

Il ghiro, infatti, è uno dei mammiferi europei che rimane in letargo più a lungo. Durante l’anno può trascorrere anche fino a 6-7 mesi in ibernazione, un periodo che va in genere da ottobre o novembre fino ad aprile o maggio, a seconda del clima e della disponibilità di cibo. Nei mesi in cui è "sveglio", invece, alterna fasi di intensa attività notturna a lunghi riposi diurni. In totale, sommando sonno quotidiano e letargo, gran parte della sua vita si svolge praticamente dormendo.

Dal punto di vista fisico è un roditore di dimensioni medio-piccole: il corpo misura circa 13-19 centimetri, a cui si aggiunge una coda lunga e pelosa quasi quanto il resto del corpo. Il peso varia molto durante l'anno: prima del letargo può superare i 150 grammi, mentre al risveglio primaverile è decisamente più magro. Il suo aspetto compatto e il pelo morbido e grigio-bruno lo rendono facilmente riconoscibile, almeno per chi ha la fortuna di incontrarlo.

Caratteristiche e habitat del ghiro

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È un roditore di medie dimensioni, col pelo grigiastro e tipicamente forestale

Il ghiro appartiene alla famiglia dei gliridi, un gruppo di roditori specializzati nella vita arboricola, cioè sugli alberi. Il suo corpo è infatti "costruito" per muoversi tra i rami: ha zampe agili, artigli affilati per arrampicarsi e una lunga coda folta che usa per mantenere l'equilibrio, un po' come quella degli scoiattoli, che però appartengono a un'altra famiglia. Gli occhi grandi e scuri sono un chiaro segno della sua vita prevalentemente notturna: gli permettono di vedere bene anche con pochissima luce.

Il mantello è generalmente grigio sul dorso e più chiaro sul ventre, una colorazione che lo aiuta a mimetizzarsi sulla corteccia degli alberi. Le orecchie sono tonde e ben visibili, mentre il muso è corto, con vibrisse sensibili che lo aiutano a orientarsi al buio.

È una specie tipicamente forestale e il suo habitat ideale è quindi il bosco maturo, soprattutto quello ricco di alberi ad alto fusto, vecchi e con tante cavità naturali. Predilige foreste di latifoglie, come querce, faggi e castagni, ma può adattarsi anche a boschi misti e, talvolta, a parchi alberati e aree rurali poco disturbati dalle attività umane. Le cavità degli alberi sono un elemento fondamentale: qui il ghiro trova rifugio per dormire, riprodursi e affrontare il lungo letargo invernale.

Dove vive e cosa mangia il ghiro in natura

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È un specie arboricola e ha bisogno di grandi alberi con cavità, dove si rifugia e si riproduce

Il ghiro è diffuso in gran parte del continente europeo, dall'Europa occidentale fino a quella orientale, e anche in alcune zone dell'Asia Minore. In Italia, è presente su quasi tutto il territorio, dalle Alpi agli Appennini, comprese molte aree collinari e sulle isole. È più raro al livello del mare e nelle zone di pianura intensamente urbanizzate o con forte vocazione agricola, dove mancano boschi e alberi maturi.

Dal punto di vista alimentare è un animale onnivoro, ma con una forte preferenza per i vegetali. La sua dieta varia infatti molto durante l'anno e segue la stagionalità delle risorse. In estate e in autunno si nutre soprattutto di frutti, bacche, ghiande, castagne e nocciole, alimenti ricchi di zuccheri e grassi che gli permettono di accumulare riserve energetiche in vista del letargo. Non disdegna però insetti, uova di uccelli, piccoli vertebrati e, occasionalmente, resti di animali già morti.

Comportamento e abitudini dei ghiri

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Un ghiro che ha occupato una cassetta nido per uccelli

Il ghiro è, come detto, un animale prevalentemente notturno. Trascorre il giorno nascosto nelle cavità degli alberi o in nidi costruiti con foglie e muschio in sottotetti, soffitte, cassette nido per uccelli. Chi ha una casa in montagna o frequenta rifugi e bivacchi in alta quota, può sentirlo muoversi tra le pareti o nel sottotetto e vederlo magari uscire al tramonto quando va alla ricerca di cibo. È un ottimo arrampicatore e passa gran parte del tempo sugli alberi, scendendo a terra molto raramente.

Il letargo è l'aspetto più affascinante e conosciuto del suo comportamento. Durante questo periodo di ibernazione il suo metabolismo rallenta drasticamente: la temperatura corporea si abbassa, il battito cardiaco diventa molto lento e il consumo di energia è ridotto al minimo. Questo gli permette di sopravvivere per mesi senza mangiare, utilizzando solo le riserve di grasso accumulate precedentemente.

La riproduzione avviene in genere una volta all'anno, in estate, ma solo se le condizioni ambientali sono favorevoli. Se il cibo è scarso, i ghiri possono anche "saltare" una stagione riproduttiva. La femmina partorisce da 2 a 7 piccoli (a volte persino più di 10), che nascono ciechi e completamente dipendenti dalla madre. Crescono però molto rapidamente e, nel giro di poche settimane, iniziano già a esplorare l'ambiente circostante.

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