
A un occhio non troppo esperto possono sembrare quasi uguali: grandezza simile in alcune taglie, pelo riccio e folto, espressione sempre vivace. Il Lagotto Romagnolo e il Barbone vengono talvolta confusi proprio per questa somiglianza estetica, ma in realtà sono due razze con storie, attitudini e motivazioni di razza molto diverse.
Il Lagotto nasce come cane da lavoro nelle campagne romagnole ed è oggi conosciuto soprattutto come grande cercatore di tartufi. Il Barbone, invece, è un cane dalle origini molto antiche, selezionato per la caccia in acqua e poi diventato uno dei cani da compagnia più diffusi al mondo. Anche il pelo, che in entrambi i casi è riccio e cresce continuamente, ha caratteristiche e funzioni diverse.
Ma la vera distanza tra le due razze non è solo fisica: riguarda soprattutto ciò che li motiva e li rende felici.
Caratteristiche fisiche e differenze tra Lagotto e Barbone

Il Lagotto Romagnolo è un cane di taglia media, compatto e robusto. Il corpo è raccolto, muscoloso, costruito per lavorare nei campi e nei boschi. Il pelo è riccio, fitto e lanoso, con un sottopelo impermeabile che lo protegge dall'umidità. Non è un caso, in origine lavorava nelle zone paludose della Romagna come cane da riporto in acqua, prima di specializzarsi nella cerca del tartufo.
Il Barbone, invece, ha una struttura più slanciata ed elegante. Esistono in realtà diverse taglie – grande mole, medio, nano e toy, i cosidetti Barboncini -, ma in tutte si ritrova una linea generalmente più elegante, armoniosa e proporzionata. Anche il suo pelo è riccio e a crescita continua, ma è più morbido e meno "rustico" rispetto a quello del Lagotto. Per questo richiede una toelettatura regolare e attenzioni maggiori.

I colori possono essere simili e si sovrappongono, anche se la colorazione più diffusa di Lagotto è marrone o focato, più scuro e molto diverso dal "rosso" o dall'arancione dei Barboncini che vanno molto di moda negli ultimi anni. Un’altra differenza visibile è nell'espressione: il Lagotto ha uno sguardo più concentrato e attento, spesso con sopracciglia marcate che gli danno un'aria "pensierosa". Il Barbone appare più "leggero" nei tratti, vispo e con un portamento più fiero e raffinato.
Il Lagotto è quindi un cane dall'aspetto più "rustico" e funzionale, mentre il Barbone è più fine, elegante e variabile nelle dimensioni.
Le motivazioni e i desideri dei due cani a pelo riccio

Per capire davvero la differenza tra queste due razze bisogna però parlare soprattutto di motivazioni, cioè di quei bisogni e desideri profondi che orientano il comportamento di un cane.
Il Lagotto è fortemente motivato dalle attività di ricerca olfattiva. La selezione per la cerca del tartufo ha valorizzato la sua capacità di concentrazione, perseveranza e indipendenza. Ama usare il naso, scavare, esplorare. Ha poi una motivazione collaborativa ben sviluppata, ma è anche capace di lavorare a distanza dal suo conduttore. Se non può esprimere queste inclinazioni, rischia frustrazione e problemi comportamentali.

Il Barbone ha una invece motivazione collaborativa ancora più marcata. Storicamente impiegato come cane da riporto in acqua, è stato poi selezionato per vivere a stretto contatto con le persone ed è oggi considerato una delle cosiddette "razze da compagnia". È molto attento ai segnali del suo umano, apprende con facilità ed è spesso impiegato in attività sportive o educative. Ha un forte desiderio di interazione sociale e di stimolazione mentale ed è tendenzialmente più "vivace".
Il Lagotto trova spesso appagamento e soddisfazione soprattutto nel "fare" cose all'aperto attraverso il naso; il Barbone più nel "fare insieme" alla sua persona di riferimento.
Storia e origini delle due razze

Il Lagotto Romagnolo è considerato una delle razze italiane più antiche, oltre che più conosciute. Il suo nome deriva dal dialetto romagnolo "càn lagòt", cioè cane da acqua. Dopo le numerose bonifiche delle zone umide e paludose, la sua abilità nel lavoro in acqua è stata poi riconvertita nella cerca del tartufo, attività in cui oggi è un vero e proprio specialista riconosciuto a livello internazionale.
Il Barbone ha invece origini più dibattute, tra Francia e Germania. Anche i suoi nomi richiamano l'acqua (in tedesco è Pudel, "sguazzare", "tuffarsi", in francese Caniche, che deriva probabilmente da canard, "anatra"). Era infatti un cane da riporto acquatico, apprezzato per l'intelligenza e la versatilità. Nel tempo è diventato anche un cane da compagnia molto diffuso nelle corti europee, senza perdere però le sue origini e la predisposizione all'apprendimento e alle attività all'aria aperta.

Due storie con alcuni elementi in comune, ma che hanno poi preso strade diverse: una legata alla ruralità italiana e al lavoro nei campi; l'altra alla caccia in acqua e poi ai contesti aristocratici e familiari.
Chi è il "Lagoodle", l'incrocio tra Lagotto e Barboncino
Negli ultimi anni, però, si sente sempre più spesso parlare anche di "Lagoodle" (la fusione delle parole Lagotto e Poodle,), un incrocio tra Lagotto Romagnolo e Barboncino. Si tratta di uno dei cosiddetti "designer dog", cioè cani nati dall'incrocio tra due razze pure con l'idea di unire caratteristiche considerate "desiderabili", come per esempio l'aspetto estetico o un certo temperamento.
I designer dog vengono spesso presentati come cani "perfetti", ma in realtà non esiste alcuna garanzia che un cucciolo erediti in modo prevedibile solo i tratti migliori di entrambe le razze. Personalità, salute e aspetto possono variare molto anche all'interno della stessa cucciolata e nelle selezioni delle generazioni successive.

Inoltre, questi incroci non sono riconosciuti come razze ufficiali e la selezione e l'allevamento non sempre seguono criteri rigorosi, sopratutto quelli legati alla salute, alla malattie genetiche e al benessere degli animali. Proprio per questo, i designer dog sono spesso oggetto di forti critiche da parte di veterinari e cinofili.
Insomma, Lagotto e Barbone possono sembrare simili per via del pelo riccio, ma raccontano due storie molto diverse e rispondono a motivazioni profonde differenti. Conoscerle è il primo passo per scegliere in modo consapevole il cane che meglio si adatta al nostro stile di vita. O per dirla ancora meglio, capire davvero se siamo in grado di offrire a questi cani una relazione e una vita davvero appagante e che soddisfi i loro bisogni e desideri.