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28 Gennaio 2026
16:43

Che differenza c’è tra educatore ed addestratore cinofilo: a chi rivolgersi e perché

La differenza sostanziale tra addestratore e educatore sta nel modo in cui tu per primo vivi il tuo cane: lo vedi come un soggetto che ha la sua personalità e le sue necessità o come un animale che deve fare ciò che tu desideri e nel modo in cui dici tu? Analizzare queste due professioni, senza fare una riflessione più approfondita ormai non ha più senso: è ora che le persone si pongano le domande giuste e si rivolgano a professionisti che hanno davvero a cuore il benessere della relazione.

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Iniziare un percorso di conoscenza con un esperto cinofilo insieme al proprio cane per un neofita è davvero un "terno al lotto". Nella mia lunga esperienza anche solo come cliente nel mondo della cinofilia, e avendo appunto anche io affrontato quel momento della vita in cui senti che ci vuole qualcuno che ti aiuti a comprendere il tuo compagno canino, decidere da chi andare è davvero complesso.

Prima di tutto ancora oggi la maggioranza delle persone vive nel retaggio culturale che l'esperto si chiami addestratore e non sa che esistono anche gli educatori e gli istruttori cinofili. Sì, la parola più nota da associare a chi si occupa di "questioni canine" è "addestratore" e corrisponde anche a ciò che viene fuori quando si cerca a chi rivolgersi online. Una cartina di tornasole che prova quanto sia ancora vero quello che sto scrivendo è Google, il motore di ricerca più utilizzato nell'emisfero occidentale, e soprattutto il suo canale business ovvero quello che consente a chi vende un qualsiasi servizio di farsi trovare. Bene, se provate a scrivere "centro cinofilo" seguito dal nome della vostra città, vi appariranno molteplici opzioni ma il servizio con cui Google li presenta è appunto "addestratore di cani". E questo non per scelta di chi si posiziona sul motore di ricerca, ma perché quest'ultimo prevede solo questa possibilità, non consentendo di qualificarsi con altra dicitura come, appunto, "centro cinofilo".

Bene, ma che differenza mai potrà esserci? Enorme, e la questione non è banalmente lessicale ma qualifica già il tipo di approccio o metodo che la persona cui vi rivolgerete ha nei confronti della relazione tra cane e uomo. La prima cosa dunque da sapere è proprio questa: che cosa cambia se mi rivolgo a un educatore o a un addestratore cinofilo? Tanto, perché cambia proprio la visione del cane che ha chi educa e chi addestra. Un educatore si basa principalmente e unicamente sulla cura della relazione con il cane: fa in modo che tu capisca che è un individuo dotato di una sua personalità che si costruisce in base alle caratteristiche di razza ma anche e soprattutto al contesto in cui vive, le esperienze che fa e il tipo di rapporto che ha con te. Il secondo lavora sulla parte performativa del cane, ovvero lo "rende abile" a fare qualcosa di specifico attraverso appunto un determinato training. L'origine del resto dei due stessi termini aiuta a comprendere di cosa stiamo parlando: "educare" deriva dal latino "ex ducere", ovvero tirare fuori. "Addestrare" significa appunto "rendere destro", derivando sempre dal latino ("ad" e "dextrum").

Cosa fa un educatore cinofilo

L'educatore cinofilo ha come scopo quello di essere un mediatore della relazione, secondo l'approccio cognitivo zooantropologico o cognitivo relazionale. Significa che si pone come un intermediario tra cane e persona di riferimento per far comprendere soprattutto all'umano la comunicazione dell'altro, in modo tale da rendere il rapporto sereno e far vivere la sistemica familiare in una condizione di appagamento per tutti. L'educazione si distingue dall'istruzione cinofila: la prima attiene al cane nella fase evolutiva, quindi al cucciolo e fino a quando non diventa adulto. L'istruttore è invece un riabilitatore, ovvero lavora in funzione della presenza di problematiche comportamentali più complesse su soggetti adulti per un intervento emendativo.

L'educatore cinofilo ha un compito molto delicato, perché deve riuscire a far vedere e percepire il cane alla sua persona di riferimento in base a quelle che sono le sue caratteristiche specifiche, fargli capire che è un individuo unico e che ciò che spesso per noi umani sono comportamenti indesiderati si traducono in realtà in messaggi comunicativi da parte del cane che non riesce evidentemente a farsi capire in altro modo. Nella pratica, il lavoro di un educatore ma anche di un addestratore di solito nasce in base a richieste sempre molto simili, come ad esempio il cane che tira al guinzaglio o fa "dispetti", ma il modo in cui il primo interviene è in base a una visione non meccanicistica dell'animale ma appunto cercando di comprendere quale sia l'istanza che Fido sta portando avanti e farla comprendere al suo umano.

Un percorso di educazione cinofila consente al cane di esprimere se stesso, dandogli però al contempo gli strumenti per farlo nel modo giusto e poter capire quali sono le sue difficoltà e anche i suoi limiti lì dove "nessuno è perfetto" del resto, che sia un cane o una persona. Il mondo in cui il cane vive è infatti a misura nostra e non certo di altri animali, rendendo così difficile per un altro essere senziente ma di specie diversa poter comprendere o affrontare certe situazioni che per noi sono normali, come ad esempio anche solo la passeggiata in mezzo a traffico e caos cittadino. Compito dell'educatore è quindi quello di capire la specificità del cane e far emergere le capacità che Fido ha di relazionarsi con il mondo per affrontarlo senza troppe ansie o paure e poter essere così in asse con ciò che lo circonda e avendo il supporto della sua persona di riferimento.

Ma il compito ulteriore di un bravo educatore, e anche più difficile rispetto a quello di "leggere" un cane, è di farlo vedere per quello che è dal suo "proprietario". Già solo questa parola, infatti, un educatore che sia davvero tale la spiegherà in modo completo al cliente, chiarendo che il concetto stesso di "proprietà" ha senso solo se legato alla responsabilità che ne deriva e che il cane non è un oggetto che va plasmato in base ai desideri che una persona ha. La parte più complessa del compito di un educatore o di un istruttore cinofilo è dunque proprio questa: far capire all'umano che il suo cane va compreso e accettato come individuo con sue necessità specie specifiche. Per questo in ambito educativo si parla di "persona di riferimento" e il punto più complesso è trasferire alla persona le basi dell'etologia del cane, andando dunque non su un piano di comando ma appunto di relazione.

Cosa fa un addestratore

Il ruolo dell'addestratore, così come modernamente dovrebbe essere concepito, è legato all'addestramento di un cane, a renderlo abile a svolgere determinate funzioni che sono tendenzialmente utili per noi umani più che per il cane stesso. O meglio, possono risultare utili anche al cane ma solo se si lavora contestualmente su un piano relazionale ,ovvero capendo comunque quali sono le motivazioni di quel soggetto. Altrimenti qualsiasi addestramento, anche quello che ci sembra più "nobile" come ad esempio quello dei cosiddetti "cani guida", non porterà a un cane felice ma a un individuo obbligato a svolgere un compito.

Vediamo di chiarire meglio questo passaggio. Partiamo dal fatto che non esiste in natura, ad esempio e ovviamente, il "cane poliziotto". Esistono cani che abbiamo selezionato puntando su determinate caratteristiche che potessero essere utili a noi umani, come il cane da caccia, i pastori e così via. Ora questi animali hanno perso la loro funzione originaria in gran parte, ma non le loro vocazioni che sono scolpite nella genetica. Ecco, dunque: un addestratore non dovrebbe mai perdere di vista questo aspetto e agire di conseguenza in base sempre al soggetto che ha di fronte, per insegnargli a svolgere un determinato compito. Utilizzare queste conoscenze per istruire un Pastore Tedesco a fare il lavoro di controllo in dogana, ad esempio, è funzionale a qualcosa che ci serve, ma riuscire a puntare alle motivazioni collaborativa e a affiliativa che gli individui di questa razza hanno è il metodo opportuno per "formarli" e allo stesso tempo gratificarli.

Detto ciò, però, c'è sempre un però. Al di là della genetica, ogni cane ha la sua personalità e ci sono sicuramente Pastori Tedeschi, per rimanere sull'esempio, che non hanno alcuna voglia di fare lunghi training di utilità e difesa mordendo un manicotto in modo spasmodico perché "così vanno forgiati".

Se il tuo fine, dunque, è quello di avere un cane che risponde ad ogni comando che gli dai, di tenerlo sempre al piede e di gestirlo privandolo di cose che gli piacerebbe fare perché non sai come fare, ad oggi ancora l'addestramento è ciò che risponde a questo tipo di istanze. E purtroppo c'è una deriva frequente che è quella di usare metodi coercitivi, ovvero un sistema di non relazione basato su punizioni fisiche ed emotive che rendono sostanzialmente il cane inibito e frustrato. Diciamo che ancora troppo, ad oggi, a parte professionisti seri che appunto operano in campi specifici come le attività di soccorso, l'addestramento è ancora molto legato a una premessa che è sempre la stessa: l'uomo comanda, il cane ubbidisce. Si parla infatti in questo ambito sempre di dominanza e sudditanza, dove il "proprietario" deve far capire "chi è il capobranco".

Le differenze tra educatore e addestratore cinofilo

Come ha scritto l'istruttore cinofilo David Morettini su Kodami, la differenza tra l’educatore/istruttore e l’addestratore "è la stessa che c’è tra autorevolezza e autorità. L’approccio cognitivo alla pedagogia cinofila (l’educazione del cucciolo) e alla riabilitazione comportamentale traccia un solco profondo con la tradizione addestrativa. Uno dei motivi principali risiede nell’uso costante che questa ha fatto finora della comunicazione finalizzata al controllo del cane e dell’esercizio di strumenti in forma coercitiva e vessatoria. L’autorità è legata alla forza fisica, l’autorevolezza a quella interiore: queste parole probabilmente descrivono bene il motivo per cui nel settore cinofilo gli addestratori siano in maggioranza uomini mentre per gli educatori/istruttori la presenza delle donne è decisamente maggiore. Nella cinofilia, più che altrove, però troviamo purtroppo ancora residui culturali sessisti e di derivazione macista".

Un'altra istruttrice, Claudia Marini, chiarisce ulteriormente qual è il ruolo dell'educatore: "Tutto quello che proviamo a trasmettere alle persone che si rivolgono a noi è far comprendere che tante cose passano prima da un cambiamento del loro stile di vita che dal mero risolvere il problema di un cane. Questo noi del mestiere lo impariamo a nostre spese e con enormi fallimenti a volte. E’ grande la frustrazione quando ci accorgiamo che un cane, messo in un altro contesto ambientale o familiare, quei problemi non li avrebbe e che quindi, forse, i problemi che loro ci raccontano sono solo la punta dell’iceberg di situazioni che probabilmente faticheremo a far modificare".

Un addestratore, tendenzialmente, di questi aspetti se ne occupa relativamente, avendo una visione del cane meccanicistica e lavorando ancora su concetti come "stimolo e risposta" per ottenere i risultati che si pretende di avere.

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