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In Italia vivono diverse specie di uccelli appartenenti alla famiglia dei corvidi e, tra i più comuni, se escludiamo i rappresentanti più "colorati" come la gazza (Pica pica), la ghiandaia (Garrulus glandarius) e la nocciolaia (Nucifraga caryocatactes), ne troviamo diversi dal piumaggio scuro che vengono spesso associati in maniera generica al termine "corvo" o "cornacchia". In realtà, non tutti quelli che chiamiamo così sono davvero corvi o cornacchie.
La specie più diffusa, facilmente riconoscibile anche in città, è la cornacchia grigia (Corvus cornix), dal piumaggio caratteristico grigio e nero. In Italia settentrionale, in alcune zone alpine, vive anche la cornacchia nera (Corvus corone), quasi identica, ma completamente scura. Ci sono poi due specie di veri "corvi": il corvo comune (Corvus frugilegus), più raro e osservabile solo in inverno al Nord, e il maestoso corvo imperiale (Corvus corax), il più grande e iconico rappresentante della famiglia, con un'apertura alare che può raggiungere il metro e mezzo.
Quando quindi parliamo genericamente di "corvo" e "cornacchia" – perlomeno in Italia -, nella maggior parte dei casi ci riferiamo proprio alla cornacchia grigia e al corvo imperiale, che sono le due specie più diffuse e riconoscibili presenti nel nostro paese. Vediamo quindi un po' più da vicino chi sono, dove vivono questi due corvidi, tra le specie più adattabili, "intelligenti" e interessanti di tutte.
Dimensioni e caratteristiche fisiche di corvi e cornacchie

A colpo d'occhio, la differenza più evidente tra corvo imperiale e cornacchia grigia è la taglia. La cornacchia è un uccello di medie dimensioni, lungo circa 45 centimetri, con un'apertura alare che difficilmente arriva a un metro. Il piumaggio, come suggerisce il nome, è poi grigio cenere sul corpo e nero lucido su testa, ali e coda. Il becco è robusto, ma relativamente corto e diritto, adatto a un'alimentazione generalista e molto variegata.
Il corvo imperiale, invece, è davvero imponente: lungo fino a 65 centimetri, con un'apertura alare che può arrivare a ben 150 centimetri. È completamente nero, con riflessi violacei e blu al sole. Il becco è grande, arcuato e massiccio, un vero "attrezzo multifunzione" che riflette la sua capacità di sfruttare fonti alimentari molto diverse. Anche la coda è diversa: nei corvi imperiali ha una forma a cuneo, mentre nelle cornacchie appare più "squadrata" e dal bordo "dritto".
Da posate, quindi, le due specie si riconoscono piuttosto facilmente per via del piumaggio, ma anche in volo – quando la distanza e luce non aiutano ad apprezzare le differenze cromatiche – le differenze sono comunque notevoli. La cornacchia sembra più agile e leggera, mentre il corvo imperiale appare possente, con battiti d'ala profondi e planate ampie che ricordano quasi quelle di alcuni rapaci, come le poiane.
Dove vivono i corvi e le cornacchie?

La cornacchia grigia è una specie estremamente adattabile: vive in città, campagne, boschi radi e zone agricole. La sua presenza è ormai familiare anche nei centri urbani e nelle grandi metropoli, dove approfitta della vicinanza degli esseri umani e della disponibilità di cibo. È la cornacchia che incontriamo più spesso in tutta la penisola, tranne che in alcune aree alpine occidentali dove è sostituita dalla cornacchia nera, identica per dimensioni e abitudini, ma con il piumaggio completamente scuro.
Il corvo imperiale, invece, predilige ambienti più selvatici: zone montane, scogliere, foreste remote e ambienti aperti poco antropizzati. In Italia si trova soprattutto nelle Alpi, sugli Appennini e in alcune aree costiere. Raramente lo si osserva in contesti urbani o nei centri abitati, a differenza delle cornacchie. Queste differenze nella scelta dell'habitat raramente le portano a incrociarsi. Anche questo aspetto ci può aiutare a riconoscerle: se siamo in città è quasi sicuramente una cornacchia; se ci troviamo in montagna, un corvo imperiale.
Altri corvidi che possono generare confusione sono il corvo comune, più piccolo del corvo imperiale, che vive solo in inverno in alcune regioni settentrionali e ha il becco chiaro, e la taccola (Coloeus monedula), riconoscibile per il piumaggio nero con nuca grigiastra e occhi chiari, molto diffusa in città, ma più minuta della cornacchia, molto "chiacchierona" e spesso in gruppo. Ci sono poi altre due specie montane meno conosciute: i gracchi corallino e alpino (Pyrrhocorax pyrrhocorax e P. graculus), che però hanno il becco rispettivamente rosso e giallo.
Comportamento e abitudini alimentari

Le cornacchie grigie sono onnivore e opportuniste, si nutrono praticamente di tutto: semi, frutta, piccoli animali, insetti, carcasse e scarti alimentari umani. La loro capacità di adattarsi a qualsiasi contesto e fonte alimentare spiega perché siano così numerose e diffuse, anche in ambienti estremamente urbanizzati e degradati. Vivono spesso in piccoli gruppi familiari, mostrano una forte socialità e possono riconoscere singole persone, soprattutto se le associano a una fonte di cibo. Per adattabilità alla città, rivaleggiano solo con i gabbiani reali.
Il corvo imperiale, invece, pur essendo anch'esso un uccello onnivoro, ha un comportamento più "selvatico". Si nutre di carcasse di animali, ma anche di uova, piccoli vertebrati e vegetali. È più territoriale e tende a vivere nei pressi di grandi pareti rocciose montane o costiere dove forma in coppie stabili. Il suo repertorio vocale è vastissimo, con richiami profondi e gutturali che possono essere uditi a grande distanza. In attività può anche imparare a riprodurre suoni artificiali e parole umane, un po' come fanno i pappagalli e altri uccelli.
Sia corvi che cornacchie condividono come altri corvidi una caratteristica che li rende affascinanti: la spiccata intelligenza. Sono in grado di utilizzare strumenti, risolvere problemi e mettere in atto strategie complesse per ottenere cibo. Insieme ai pappagalli, vengono spesso considerati tra gli animali con le più complesse e sofisticate capacità cognitive, paragonabili a quelle di noi primati e altri mammiferi. Se però la cornacchia rappresenta l'esempio di adattamento e convivenza con gli esseri umani, il corvo imperiale incarna la forza e il fascino dei paesaggi più selvaggi.