
Nei boschi e nelle campagne italiane vivono tre grandi erbivori che spesso vengono confusi tra loro: stiamo parlando di cervo, capriolo e daino. Appartengono tutti alla famiglia dei cervidi, un gruppo di ruminanti caratterizzati, nei maschi, dalla presenza dei palchi (e non corna), strutture che vengono rinnovate ogni anno. A uno sguardo distratto possono sembrare tra loro molto simili, ma in realtà si tratta di specie diverse per dimensioni, aspetto, comportamento ed ecologia.
Il cervo rosso o nobile è il più grande e imponente, il capriolo è il più piccolo e discreto, mentre il daino si colloca a metà strada, con caratteristiche molto riconoscibili se si sa dove guardare. Tutti e tre vivono in ambienti forestali o semiaperti, spesso nelle stesse aree, e sono attivi soprattutto all'alba e al tramonto: anche per questa sovrapposizione di habitat e abitudini rende facile confonderli, soprattutto per chi non ha familiarità con la fauna selvatica.
Dimensioni e corporatura

La differenza più immediata tra le tre specie riguarda la taglia.
Il cervo rosso o nobile (Cervus elaphus) è il più grande cervide presente in Italia. Un maschio adulto può superare i 200 chilogrammi di peso e arrivare a 1,40 metri al garrese (l’altezza alla spalla). Ha un corpo massiccio, zampe lunghe e un collo robusto, soprattutto durante il periodo riproduttivo.
Il daino (Dama dama) è più piccolo del cervo, ma comunque abbastanza grande: pesa in media tra 60 e 100 chilogrammi. Il corpo è più compatto e meno slanciato rispetto al cervo, con zampe relativamente più corte.
Il capriolo (Capreolus capreolus) è nettamente il più piccolo. Un adulto pesa raramente più di 30 chilogrammi ed è alto circa 70 centimetri al garrese. Ha un aspetto snello e leggero, che gli consente di muoversi agilmente tra il sottobosco.
Palchi: forma e dimensioni

I palchi sono un altro degli elementi più utili per distinguere queste tre specie, anche se sono presenti solo nei maschi e solo per un periodo dell'anno.
Il cervo ha palchi grandi e ramificati, che possono superare il metro di lunghezza. Ogni palco presenta più punte, il cui numero aumenta con l'età e con ogni ricrescita annuale.
Il daino ha palchi molto caratteristici, larghi e appiattiti nella parte finale, detti "a pala". Questa forma è unica tra i cervidi italiani e rende un daino maschio facilmente riconoscibile.
Il capriolo ha palchi piccoli e rivolti verso l'alto, con al massimo tre punte per lato. Sono proporzionati alla sua taglia ridotta e spesso passano inosservati da lontano.
Manto e colorazione

Il cervo ha un mantello generalmente bruno-rossiccio, che diventa più scuro e folto in inverno. La groppa, la parte posteriore del corpo, è tendenzialmente più chiara.
Il daino è famoso per il suo manto maculato: in estate presenta numerose macchie bianche su fondo marrone, mentre in inverno il colore diventa più uniforme e grigiastro. In alcune zone d’Italia, sono comuni anche individui melanici e quasi completamente neri
Il capriolo ha un manto che varia dal rossiccio estivo al grigio-bruno invernale, con una caratteristica macchia bianca sul posteriore, molto evidente quando l’animale fugge.
Habitat e distribuzione

Tutte e tre le specie frequentano soprattutto ambienti boschivi, ma con periodiche incursioni tra campi e spazi più aperti.
Il cervo predilige foreste mature, soprattutto montane e collinari, con ampi spazi aperti per il pascolo. In Italia è presente soprattutto sulle Alpi e sugli Appennini. Assente in Sicilia, in Sardegna vive invece una sottospecie endemica, il cervo sardo.

Il daino si adatta bene a boschi misti e zone agricole, ed è spesso legato ad aree dove è stato introdotto in passato dagli esseri umani, come riserve e parchi. E distribuito in modo disomogeneo in tutta la penisola, comprese le isole maggiori.
Il capriolo è il più versatile: vive in boschi, campagne, margini dei campi e aree collinari, riuscendo a convivere anche con paesaggi fortemente modificati dalle attività umane. È diffuso soprattutto su tutto l'Arco Alpino e lungo l'Appennino.
Alimentazione e comportamento

Il cervo è un brucatore e pascolatore e si nutre sia di erba sia di foglie, germogli e cortecce, spostandosi spesso in gruppi. In Autunno, i maschi si radunano per attirare le femmine emettendo richiami molto forti e profondi, i bramiti.
Il daino ha una dieta molto simile, ma tende a frequentare zone più aperte e a vivere in branchi più numerosi, soprattutto fuori dalla stagione riproduttiva.
Il capriolo è un brucatore più selettivo e sceglie con cura piante tenere, gemme e arbusti. È il più solitario e territoriale, soprattutto i maschi. Passeggiando per i boschi, si può facilmente sentire il suo verso, molto simile a quello di un cane e per questo chiamato "abbaio".