
Un cane è stato ritrovato domenica scorsa impiccato ad un albero a Montemiletto, in provincia di Avellino. Il meticcio pendeva da una corda legato al collo ed è stato un agricoltore della zona che ha denunciato ai Carabinieri forestali di Avellino l'orribile scena che gli si è parata dinnanzi. Le Forze dell'ordine stanno indagando per individuare i responsabili e nel frattempo le associazioni animaliste come l'Enpa si sono messe in moto presentando denuncia contro ignoti e promettendo di battersi poi in sede di eventuale giudizio con costituzione di parte civile qualora si arrivi a trovare il colpevole.
Fin qui tutto giusto, nel senso che nell'ambito di un caso così orribile chi si è trovato a vario titolo coinvolto ha fatto esattamente ciò che va fatto: chi riscontra un reato lo denuncia, le Forze dell'ordine preposte indagano e chi si occupa di tutela degli animali concentra attenzione e sforzi per far sì che questi delitti non rimangano impuniti.
Ma c'è poi, puntualmente, chi si mette sulla scia di notizie come queste che giustamente colpiscono al cuore non solo chi ama gli animali ma in generale chi rispetta gli altri esseri viventi e nella violenza sugli animali vede anche un riflesso di un modus operandi che può avere poi ripercussioni anche sulla nostra stessa specie. E' anche questo, infatti, l'ennesimo caso in cui una sedicente associazione di protezione degli animali ha lanciato la solita "taglia", questa volta di mille euro, che verrà pagata a chi darà alle Forze dell'ordine informazioni su quanto avvenuto. Come accade, anche questo puntualmente, le agenzie di stampa riprendono il solito comunicato e molti media lo ripropongono pari pari, senza mai un commento o un dubbio rispetto alla sistematicità di questa modalità di approccio a come "risolvere" casi del genere in cui si cerca il colpevole.
Ora il punto è che si finisce sempre sulla provocazione e sulla de responsabilizzazione: perché insistere sul dare dei soldi in cambio di informazioni, e per di più parlare di "taglia" come se fossimo ancora nel far west, delegittima l'operato delle stesse Forze dell'ordine e non pone sui cittadini la presa di coscienza che queste cose sono inaccettabili e dovrebbe essere culturalmente già introitato il fattore denuncia quando si assiste a un reato o si sa qualcosa al riguardo. Intendiamo dire che se davvero c'è chi sa e non parla, non dovrebbe essere spinto a farlo dalla corresponsione di denaro ma è suo obbligo informare chi di dovere per favorire lo svolgimento delle indagini.
Il Sindaco di Montemiletto, Massimiliano Minichiello, si è detto "sconcertato dalla inaudita ferocia" e si augura che vengano presto individuati e perseguiti gli autori. E così dovrebbe essere per qualsiasi cittadino che viva in qualsiasi parte d'Italia, in modo tale da uscire anche dalle tristi polemiche a botte di post che si leggono in giro sui social e che dirottano la questione anche su tematiche razziste a seconda del luogo dello Stivale si vive, come se il maltrattamento degli animali fosse una questione di Nord o Sud Italia.
Ciò che tutti ci dobbiamo augurare, semplicemente, è che le Forze dell'ordine facciano il loro lavoro e che siano supportati dalla popolazione locale a prescindere da qualsiasi "premio", perché si tratta di coscienza civile e tutela della stessa società civile favorire il ritrovamento del colpevole se si hanno informazioni al riguardo. E un'altra cosa, però, importantissima da sottolineare c'è: spesso le persone non si fanno avanti perché temono ripercussioni e sta in capo alle Istituzioni fare in modo che non sia più questo il percepito di intere comunità, alle volte. Vale per la tutela e il rispetto degli animali ma vale per tutti i casi in cui persone perbene non si sentono protette quando vengono a conoscenza di elementi che potrebbero velocizzare le indagini.