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7 Marzo 2026
12:29

Bracconaggio nel Mediterraneo: a Cipro uccisi oltre 700mila uccelli migratori solo lo scorso autunno

A Cipro, solo nell’autunno del 2025, oltre 700mila piccoli uccelli migratori sono stati uccisi illegalmente. Il bracconaggio sulle isole del Mediterraneo resta un fenomeno ancora molto diffuso, anche qui in Italia.

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Un luì catturato in una rete

Ogni anno milioni di piccoli uccelli attraversano il Mediterraneo durante la migrazione tra Europa e Africa. Per molti di loro, però, il viaggio finisce purtroppo prima del tempo. Il bracconaggio dei passeriformi che si concentrano sulle piccole isole del bacino del Mediterraneo è infatti uno dei fenomeni più diffusi e impattati per la conservazione degli uccelli in Europa. Si tratta di un fenomeno storico e culturalmente molto radicato, la cui portata è ancora oggi impressionante.

Secondo infatti un nuovo report pubblicato da BirdLife Cyprus, solo nell'autunno del 2025, a Cipro, circa 726.000 piccoli uccelli migratori sono stati catturati e uccisi illegalmente. Questi numeri impressionanti rappresentano però solo la punta dell'iceberg di un fenomeno complesso, diffuso e che è storicamente molto difficile da contrastare, anche qui in Italia.

Tra le specie più colpite ci sono piccoli passeriformi come capinere, pettirossi, sterpazzole, luì e tanti altri. Tutti migratori che ogni anno attraversano il Mediterraneo per raggiungere i quartieri di svernamento in Africa o i siti riproduttivi in Europa.

Come vengono catturati i piccoli uccelli migratori

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Decine di capinere catturate e ucciso lo scorso autunno a Cipro. Foto di Guy Shorrock

Il metodo più diffuso utilizzato dai bracconieri prevede l'impiego di mist-net, sottili reti quasi invisibili tese tra gli alberi, le stesse usate da ornitologi e inanellatori per studiare e marcare con anelli identificativi gli animali. Gli uccelli, mentre volano o si spostano tra la vegetazione, non vedono le reti e finiscono intrappolati senza possibilità di fuga. Un altro sistema "tradizionale" è quello dei cosiddetti limesticks, piccoli bastoncini o rami ricoperti di una sostanza collosa: quando gli uccelli si poggiano rimangono incollati.

Per attirare gli uccelli vengono inoltre utilizzati richiami elettronici e dispositivi che riproducono il canto di ogni specie, spingendole ad avvicinarsi alle aree di cattura. Gli animali catturati vengono poi venduti illegalmente a collezionisti, ma anche ai ristoranti. A Cipro, vengono per esempio serviti come "ambelopoulia", un piatto tradizionale preparato proprio con piccoli passeriformi, un po' come la nostra "polenta e osei". Secondo il Cyprus Game and Fauna Service, questo commercio illegale può valere circa 10 milioni di euro all'anno.

Perché le isole del Mediterraneo sono hotspot per il bracconaggio

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Le isole del Mediterraneo rappresentano punti di sosta fondamentali per i piccoli migratori e in primavera e in autunno si concentrano enormi quantità di uccelli

La posizione di Cipro e di molte altre isole spiega perché questo fenomeno sia così tanto diffuso nel Mediterraneo. Le isole, infatti, si trovano lungo le principali "autostrade" migratorie che collegano Europa e Africa. Molti uccelli migratori affrontano lunghe traversate sopra il mare aperto e durante questi viaggi, le piccole isole diventano dei punti di sosta fondamentali: luoghi dove riposare, nutrirsi e recuperare energie prima di ripartire.

Proprio per questo motivo sulle isole, in primavera e in autunno, si concentrano enormi quantità di uccelli – spesso stremati per il viaggio – in spazi relativamente piccoli, rendendoli particolarmente vulnerabili al bracconaggio. Il problema come detto non riguarda però solo Cipro. Situazioni simili si registrano in molte altre isole mediterranee, come Malta, ma anche in alcune italiane, dove la migrazione autunnale e primaverile può trasformarsi in una vera trappola per migliaia di animali.

Cipro, tuttavia, rappresenta insieme a Malta uno dei focolai storicamente più difficili da combattere. Qui ornitologi, naturalisti e associazioni come appunto BirdLife o Committee Against Bird Slaughter, organizzano campi anti-bracconaggio e attività di vigilanza a supporto alle forze dell'ordine ogni anno. Spesso è solo grazie a questi volontari che vengono scoperti e denunciati i bracconieri. In uno di questi interventi la polizia ha trovato circa 1.000 uccelli morti già confezionati per la vendita, insieme a droga e armi, emettendo multe per oltre 157.000 euro.

Da tradizione locale a traffico illegale

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Il bracconaggio dei piccoli passeriformi è purtroppo ancora molto diffuso nei paesi lungo le sponde del Mediterraneo, anche qui in Italia

La cattura dei piccoli passeriformi nel Mediterraneo ha radici molto antiche. In passato era spesso una caccia di sussistenza necessaria, soprattutto sulle piccole isole. Con il tempo, però, questa pratica è diventata, oltre che non più necessaria per il sostentamento, un'attività illegale. Tuttavia, per tradizione e per la domanda sempre più crescente, continua ancora oggi a essere molto diffusa: il prezzo elevato di questi piatti tradizionali hanno poi trasformato questa pratica in un vero e proprio traffico illegale, gestito in molti casi da gruppi criminali organizzati.

Qui Italia, su piccole isole come Ventotene, Capri, Ischia e tante altre, il fenomeno è stato notevolmente ridotto o in alcuni rari casi completamente debellato, tuttavia rimane ancora diffuso localmente. Oggi il bracconaggio di uccelli migratori rimane infatti uno dei principali problemi per la conservazione di molte specie attraversano Mediterraneo, non solo sulle isole. Milioni di uccelli vengono infatti catturati o uccisi anche nei valichi montani sulle Alpi, negli stretti come quello di Messina, o in alcuni paesi del Nord Africa e del Mediterraneo orientale, come il Libano.

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