
Un risarcimento pari a 80 mila euro è stato riconosciuto dal Tribunale di Sulmona alla famiglia di un bambino che era stato morso da un cane nel 2019. E' questa la sentenza del giudice che ha applicato l’articolo 2052 del Codice civile che norma in merito alle responsabilità del proprietario per i danni causati dal suo animale. Il magistrato nel definire la cifra, tra le più alte come pena pecuniaria che siano state comminate in casi come questi, ha tenuto conto delle lesioni fisiche e psicologiche subite dal minore e delle conseguenze permanenti.
Ne abbiamo parlato con l'avvocato Salvatore Cappai, esperto in diritti degli animali, per capire come vengono appunto stabilite queste cifre e anche in termini di responsabilità delle persone di riferimento e altri temi che riguardano la "proprietà responsabile".
Quando un cane aggredisce una persona, la responsabilità della persona di riferimento è sempre automatica oppure esistono eccezioni?
La responsabilità del proprietario (o custode) di un cane non è sempre automatica ma è molto difficile per questi soggetti evitare di essere chiamati a rispondere. In sede civile, in particolare, la normativa stabilisce che il proprietario di un animale, o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale sia che fosse sotto la sua custodia che se smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. Si tratta dunque di una responsabilità oggettiva che non prende neppure in considerazione l’eventuale colpa del proprietario o custode. L'unica eccezione che consente di liberarsi dalla responsabilità è la prova della sussistenza del "caso fortuito", appunto: un evento esterno imprevedibile ed inevitabile. Da non trascurarsi, evidentemente, le responsabilità penali per lesioni colpose o, nei casi più gravi, per omicidio colposo.
Nel caso di minori feriti da animali, quali criteri usa il giudice per stabilire l’entità del risarcimento?
Il Giudice utilizza per i minori gli stessi criteri che vengono considerati per i maggiorenni. L’entità del risarcimento è stabilita in forza di una valutazione complessa del danno che tiene conto di diverse componenti e, nell’ambito di un giudizio, si fonda tipicamente sulle risultanze di una consulenza tecnica d'ufficio medico-legale. Quindi, per fare degli esempi, si valuterà il danno non patrimoniale, composto da varie voci come il danno biologico, quello morale ed esistenziale, che verrà personalizzato in base alle particolarità del caso concreto. Vengono a tal fine utilizzate delle tabelle di riferimento: di recente è stata introdotta per i danni più seri, con punteggio superiore ai 9 punti, una Tabella Unica Nazionale mentre prima per gli stessi pregiudizi ci si riferiva principalmente in tutto il territorio alle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano. Ancora, si valuta il danno patrimoniale, ad esempio per le spese mediche sostenute. Si considerano anche eventuali danni da perdita di opportunità.
L’età del danneggiato chiaramente influisce perché viene valorizzata dalle tabelle e perché si tiene conto del fatto che il minore dovrà sopportare le conseguenze dell’aggressione per tutta la lunga vita che lo attende.
80 mila euro per un morso di cane è una cifra alta rispetto alla media delle sentenze italiane?
Non si può dire se la cifra sia alta o bassa in generale, prescindendo dal danno principalmente fisico e psichico subito dal danneggiato. Certo, nel caso in esame se si è arrivati a questo importo è perché il danno accertato nel corso del giudizio era effettivamente rilevante: 15% oltre alla necessità di ulteriori interventi chirurgici. Fortunatamente non tutte le aggressioni di cani portano a conseguenze così importanti, soprattutto nei confronti degli adulti. Rilevano evidentemente la stazza dell’animale e anche la capacità di difendersi della persona.
Il danno psicologico da aggressione di animale viene riconosciuto con facilità dai tribunali?
In questo caso, a fini esplicativi, può essere utile distinguere tra danno psichico e danno morale. Entrambi vanno provati anche se in modo diverso. Il primo è una componente del danno biologico, quindi rientra nel punteggio assegnato con valutazione medico-legale. Il secondo, che possiamo definire come la sofferenza interiore, nei casi più seri lo si può dare per esistente a causa della gravità della situazione e, negli altri, può essere dimostrato attraverso le testimonianze dei conoscenti.
Le assicurazioni per responsabilità civile degli animali domestici non sono obbligatorie, ma quanto è importante averne una?
Direi che è sempre importante e talvolta imprescindibile. Ci sono cani che hanno una potenzialità offensiva decisamente maggiore di altri; però anche un cane di piccola taglia può provocare sia lievi lesioni ma anche incidenti dalle conseguenze serissime, ad esempio la caduta di un ciclista che si procura plurime fratture.
Quanto pesa il comportamento della vittima nella valutazione della responsabilità, ad esempio se ha provocato il cane?
Il comportamento della vittima può di certo incidere sulla responsabilità, ma solo in casi particolari: deve essere infatti tale da integrare il caso fortuito di cui abbiamo detto. Deve quindi trattarsi di un comportamento eccezionale e non prevedibile. Sarà il giudice a valutare nel caso concreto quanto la provocazione sia stata rilevante e in forza di quali elementi la si possa o meno inquadrare nel fortuito. La giurisprudenza è solitamente molto rigorosa e restrittiva in tal senso.