
Nelle acque della baia di Monterey, in California, un sub si è imbattuto in qualcosa che quasi nessuno, neppure tra i biologi marini, ha avuto la fortuna di vedere dal vivo: un giovane "re dei salmoni" o "pesce nastro", uno dei pesci più enigmatici e rari dell'oceano Pacifico che in realtà un salmone non è, ma è legato a loro da una leggenda molto affascinante. L'avvistamento è avvenuto il 30 dicembre, a pochi metri dalla spiaggia di McAbee Beach e a una profondità di appena 4,6 metri.
Un luogo e una profondità del tutto insoliti per una specie che normalmente vive lontano dalla costa e molto più in profondità, fino a circa 900 metri sotto la superficie. È quella fascia dell'oceano chiamata anche "zona crepuscolare", dove la luce del sole arriva a stento e dove abitano pesci e altri animali dall'aspetto spesso alieno. L'individuo era lungo pochi centimetri, per via della giovane età, ma gli adulti di questa specie – su cui sappiamo pochissimo – possono raggiungere quasi i due metri di lunghezza.
L'incontro inaspettato con un pesce stranissimo

Il fortunato protagonista di questo raro incontro è stato Ted Judah, subacqueo esperto che stava esplorando la baia insieme a sua moglie. "L'acqua era così chiara che ho deciso di guardare sotto di me mentre nuotavo", ha raccontato in un post su Facebook. "E sono contento di averlo fatto. Ho visto questa specie di lama argentata che ondeggiava muovendosi parallelamente alla costa. Ho detto a mia moglie: ‘Qui c'è qualcosa di incredibile'".
Quella "lama" era infatti il corpo lungo, piatto e argenteo di Trachipterus altivelis, il nome scientifico del re dei salmoni. Un pesce dalla forma nastriforme – da qui l'altro nome "pesce nastro" – che si muove spesso in verticale. Judah ha cercato di osservarlo più da vicino, ma l'animale sembrava sempre orientarsi in modo da mostrargli solo il suo profilo più stretto, quasi volesse scomparire alla vista. "Volevo restare con lui, ma avevo la sensazione di disturbarlo. Sono profondamente onorato di averlo visto", ha scritto.
L'identikit svelato grazie a un post su Facebook
Non sapendo con certezza cosa avesse davanti, Judah ha poi condiviso le immagini in un gruppo Facebook, ipotizzando che potesse trattarsi di un giovane pesce remo, il famoso "pesce dell’apocalisse" legato a leggende su terremoti e catastrofi naturali. I due pesci in effetti si assomigliano molto ed entrambi hanno un corpo lungo e piatto, argentato e con pinne rossastre. Ma le due specie appartengono in realtà a famiglie diverse e non sono quindi strettamente imparentate.
L'identificazione certa della specie è arrivata solo grazie a un colpo di fortuna: tra i commenti al post c'era anche quello di un biologo marino del Monterey Bay Aquarium. Kevin Lewand lavora all'acquario da oltre 25 anni e quando ha visto le foto le ha condivise con alcuni colleghi ittiologi. Il verdetto è arrivato in poco tempo: si trattava appunto di un giovane re dei salmoni, ed era appena il secondo individuo osservato in tutto il 2025, a riprova dell'eccezionalità di questo incontro.
Perché si chiama re dei salmoni?

Una volta identificata la specie, però, è emersa un'altra domanda, forse ancora più affascinante: perché si chiama "re dei salmoni", se non è affatto un salmone? Il nome non ha infatti nulla a che fare con la classificazione scientifica, ma affonda le sue radici nella cultura e nelle tradizioni dei popoli indigeni della costa nord-occidentale del Pacifico. In particolare, secondo il Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), il nome deriva da una leggenda del popolo nativo americano dei Makah, che vive nello Stato di Washington.
Per i Makah, il re dei salmoni è una sorta di guida sacra e si credeva che questo pesce misterioso, raramente avvistato dagli esseri umani, nuotasse davanti ai banchi di salmoni per condurli verso i fiumi e i torrenti che risalgono per deporre le uova. In altre parole, sarebbe lui a "mostrare la strada" ai salmoni nel momento più importante del loro ciclo vitale: la risalita dal mare verso i luoghi in cui sono nati.
A differenza delle leggende oscure e negative legate al pesce remo, associato appunto a presagi di sventura, il re dei salmoni porta quindi con sé un significato positivo: è un messaggero, un accompagnatore, quasi un custode dei salmoni e, indirettamente, delle persone che da essi dipendono. Naturalmente nulla di tutto questo è vero, ma il nome resta una traccia preziosa di come le popolazioni indigene osservavano il mare, cercavano di interpretarne i misteri ed erano profondamente legate alla biodiversità con cui condividevano i territori.