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3 Aprile 2026
11:54

Anche gli squali formano legami sociali stabili e scelgono i propri “amici”, rivela un nuovo studio

Un nuovo studio rivela che gli squali formano legami sociali stabili e scelgono i propri “amici”. Una scoperta che cambia la visione di questi predatori, non più solitari guidati dall'istinto, ma sorprendentemente sociali.

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Gli squali estuarini o leuca (Carcharhinus leucas) sono molto più socievoli di quanto pensassimo

Per molto tempo li abbiamo immaginati come predatori solitari, quasi come se fossero "macchine assetate di sangue" guidate solo dall’istinto. Ma questa immagine, così radicata nell'immaginario collettivo anche per colpa del cinema, sta iniziando a cambiare. Un nuovo studio, pubblicato recentemente sulla rivista Animal Behaviour, racconta una storia diversa: anche gli squali possono avere relazioni sociali stabili, e perfino dei "migliori amici".

Lo studio seguendo le preferenze sociali di 184 squali

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Gli squali hanno preferenze sociali e scelgono con chi stare e con chi no

I ricercatori si sono concentrati sullo squalo estuarino o leuca (Carcharhinus leucas), talvolta erroneamente chiamato "squalo toro" per la traduzione dall'inglese (in italiano però un'altra specie si chiama così, Carcharias taurus). L'estuarino è tra i pochi squali in grado di vivere muovendosi sia in mare aperto e in acque costiere, che persino in quelle fluviali ed anche tra le specie maggiormente coinvolte negli attacchi nei confronti degli esseri umani.

Gli autori hanno osservato questi animali nella Shark Reef Marine Reserve, alle isole Fiji in Oceania, un'area protetta dove gli squali sono presenti con grandi numeri tutto l'anno. Qui, grazie anche alle attività di ecoturismo, è stato possibile seguire nel tempo sempre gli stessi individui, osservandone comportamento e interazioni con gli altri squali.

I risultati, raccolti nell'arco di sei anni e basati sull'osservazione di 184 squali di diverse età, dimostrano che questi animali non si incontrano affatto per caso. Al contrario, dimostrano vere e proprie "preferenze sociali attive": scelgono con chi stare e con chi no, proprio come facciamo noi.

Ogni squalo ha i suoi "amici", e spesso sono femmine

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Gli squali tendono a interagire più spesso con individui di dimensioni simili e con le femmine, più grandi dei maschi

Per capire queste relazioni, gli scienziati hanno quindi analizzato più nel dettaglio i diversi tipi di interazioni. Da un lato le cosiddette "associazioni", cioè il semplice fatto di restare a breve distanza – meno di una lunghezza corporea – da un altro individuo. Dall'altro, comportamenti un po' più complessi come il cosiddetto "lead-follow", in cui uno squalo indica la strada e l'altro segue, o il nuoto parallelo, che naturalmente implica una certa coordinazione nei movimenti tra i due animali.

Tutte queste interazioni, messe insieme, raccontano di una vita sociale molto più ricca del previsto. Gli squali adulti, in particolare, tendono a formare il "nucleo" della rete sociale: sono quelli più connessi agli altri, quelli che interagiscono di più e mantengono legami più stabili. Al contrario, i giovani subadulti e gli individui più anziani risultano generalmente meno integrati.

Ma l'elemento forse più interessante riguarda le preferenze: gli squali tendono a interagire più spesso con individui di dimensioni simili, ma tutti mostrano una certa predilezione per le femmine. I maschi, però, risultano mediamente più "socievoli", cioè con un numero maggiore di connessioni. Secondo i ricercatori, questo potrebbe offrire loro un preciso vantaggio: essendo più piccoli delle femmine, avere "un'amica" potrebbe ridurre il rischio di conflitti con individui più grandi e potenzialmente aggressivi.

Anziani e giovani più solitari, ma non sempre

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La socialità negli squali è decisamente molto più complessa di quanto si pensasse

Anche l'età, come detto, gioca un ruolo importante. Gli squali più anziani, ormai esperti nella caccia e nella riproduzione, tendono a essere meno sociali. Per loro, mantenere legami potrebbe non essere più così importante per la sopravvivenza. I giovani, invece, affrontano una fase più delicata: spesso vivono in ambienti costieri o estuari, dove devono evitare numerosi predatori, inclusi altri squali più grandi. In questo contesto, le relazioni sociali possono diventare uno strumento utile, per esempio per imparare o per integrarsi gradualmente nella comunità degli adulti.

Non manca poi qualche eccezione. Alcuni giovani più "audaci" frequentano la riserva e riescono a stabilire legami anche con squali adulti e più grossi. Questi ultimi potrebbero avere un ruolo simile a quello di "facilitatori", aiutando i più giovani a entrare nella rete sociale e probabilmente anche a imparare comportamenti utili, forse persino attraverso l'imitazione o all'apprendimento sociale (altro che istinto!).

Nel complesso, questo studio suggerisce che la socialità negli squali è decisamente molto più complessa di quanto si pensasse. E non si tratta solo di una curiosità: capire come e perché questi animali interagiscono tra loro può avere implicazioni importanti anche per la loro conservazione. Se gli squali dipendono in parte anche dalle relazioni sociali, proteggere gli individui e gli habitat significa anche preservare queste reti sociali invisibili che li tengono insieme.

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