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A tutti noi è capitato almeno una volta di trascorrere una serata piacevole tra amici, fare notte fonda e poi crollare per sonno il pomeriggio successivo. È normale, e quanto pare non siamo le uniche scimmie a comportarci così. Anche gli oranghi, quando decidono di passare la notte insieme altri individui dormono meno, ma il giorno dopo recuperano il sonno con brevi pisolini. È quanto emerge da uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Current Biology, condotto tra il 2007 e il 2023 su una popolazione di oranghi che vive in Indonesia.
I "power nap" per recuperare il sonno perduto

Gli oranghi vengono generalmente considerati primati "semi-solitari". A parte madri con piccoli, tendono infatti a muoversi quasi sempre da soli. Eppure, quando possono, scelgono comunque di passare molto tempo in compagnia. Secondo i ricercatori del Max Planck Institute of Animal Behavior, gli oranghi sembrano infatti avere il pieno controllo su dove e con chi dormire. Se davvero volessero evitare gli altri, potrebbero farlo. Ma spesso, anche a costo di sacrificare ore di riposo, preferiscono trascorre la notte in compagnia.
Una scelta che conferma quanto anche per questa specie apparentemente solitaria i legami e le interazioni sociali siano comunque molto importanti. Il prezzo di queste notti "in compagnia", però, si paga durante il giorno successivo. I dati mostrano che per ogni ora di sonno notturno persa, gli oranghi aumentano del 12,3% il tempo passato a dormire di giorno. Questi pisolini all'interno dei "nidi" diurni, durano in media 10 minuti, proprio come quelli che anche a noi umani vengono spesso consigliati come "power nap".
Noi e gli oranghi, così simili nei cicli del sonno

Sempre come noi, del resto, anche gli oranghi hanno una routine del sonno molto precisa. Ogni sera si costruiscono un "nido" fatto di rami e foglie, dove si coricano intorno alle 17:40 e restano fino alle 6:28 circa. Tuttavia, stare a letto non significa sempre dormire: si stima che solo il 75% del tempo trascorso nel nido sia realmente sonno vero. E quando il nido è condiviso o vicino a quello di altri, la durata del riposo si riduce ulteriormente: bastano uno o due "vicini" per anticipare il risveglio di tutti. Come se uno si alzasse e tutti gli altri lo seguissero.
I ricercatori hanno anche individuato altri fattori che influenzano il riposo: la temperatura, per esempio, ha un impatto rilevante. Gli oranghi dormono meno sia quando fa molto freddo che quando fa troppo caldo, esattamente come noi. Anche la pioggia, curiosamente, sembra favorire più pisolini durante il giorno. E infine, più un orango ha camminato e si è spostato durante il giorno, meno dorme di notte, probabilmente perché si è attardato a cercare cibo e ha costruito il suo nido più tardi.
Questo studio non misura direttamente il sonno effettivo degli oranghi, ma utilizza il tempo trascorso nel nido come indicatore. Tuttavia, offre comunque uno sguardo affascinante su un aspetto poco esplorato della vita di questi primati, ovvero la loro "vita notturna". E ancora una volta, ci mostra quanto profondamente gli altri grandi primati siano simili a noi, anche nei dettagli più piccoli quotidiani, come il bisogno di pisolini pomeridiani e la voglia di condividere del tempo con altri, anche se questo significa fare le ore piccole dormire un po' di meno.