C'è il via libera dell'Aula del Senato alla proposta di legge sul voto di scambio politico-mafioso. Con 157 voti favorevoli, 81 contrari e 2 astenuti il provvedimento è stato approvato ed è ufficialmente legge. Hanno votato sì il Movimento 5 Stelle, che ha proposto la riforma, la Lega e Liberi e Uguali, mentre si sono opposti al ddl, votando no, il Partito Democratico e Forza Italia, come avevano già fatto alla Camera dei deputati. "La nostra riforma del voto di scambio politico-mafioso adesso è legge – ha esultato su Twitter il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di MaioRafforzare questa norma era un dovere anche nei confronti di chi ha dato la vita per impedire ogni patto tra politica e criminalità organizzata". Mentre, durante un comizio elettorale a Fano, ha aggiunto: "Oggi le tangenti non sono solo valigette di soldi, ma anche posti nelle partecipate, tante agevolazioni. Lo abbiamo messo in una legge e lo abbiamo votato insieme, a dimostrazione che questo governo deve durare altri 4 anni perché deve fare un mare di cose".

"Fuori la mafia dalla politica. Non è uno slogan ma il messaggio chiaro e netto che diamo al nostro Paese con la legge che abbiamo approvato – ha scritto su Facebook il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelliil voto di scambio tra i politici e i mafiosi è un attacco al cuore della nostra democrazia, il tradimento della fiducia dei cittadini e la fine della credibilità per le istituzioni. Da oggi l'Italia ha strumenti nuovi ed efficaci per combattere le mafie e chi fa i loro interessi dentro lo Stato". Dopo il voto contrario di Partito Democratico e Forza Italia c'è stato un duro scontro in Aula tra il senatore del Pd, Luigi Zanda, e il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Michele Giarrusso. Il pentastellato ha definito "farisei" coloro che hanno votato no e "la settimana prossima andranno a ricordare Giovanni Falcone a Palermo", mentre il senatore dem ha risposto accusando il collega di "lanciare accuse o insulti generici senza dire i nomi delle persone a cui queste accuse sono rivolte", aggiungendo che "questo è un metodo mafioso".

Cosa prevede la nuova legge sul voto di scambio

Il provvedimento prevede non solo l'appartenenza a un'associazione di stampo mafioso come requisito per la condanna per voto di scambio, ma sarà punito anche chi procura il voto usando modalità mafiose. Inoltre ai 15 anni di carcere già previsti dalla normativa attuale, si sono aggiunte anche delle "aggravanti speciali" per i politici che vengono eletti grazie allo scambio, i quali ora rischiano fino a 22 anni e mezzo di carcere.