“Vorrei tanto averli qui davanti a me per dare fuoco all’Isis, proprio come ho fatto coi miei vestiti e il Niqab”, queste le parole che Israa, una ventenne yazida appena liberata dopo essere stata schiava del sesso per almeno dieci uomini, ha pronunciato davanti alle telecamere mentre bruciava nel deserto il velo integrale che era costretta a indossare. Israa la settimana scorsa è scappata, insieme ad altre donne, dal villaggio al Baghouz, ultima sacca Isis nell’est della Siria. La giovane donna, finalmente libera, si è tolta il suo velo ricevendo gli applausi delle altre persone che la circondavano e altre donne che hanno fatto come lei. “Mi dicevano: ‘Non uscire così, senza velo, non farti vedere dagli uomini così'. Ma ogni volta che mi lasciavano da sola, io lo toglievo. Ora l'ho tolto definitivamente e l'ho bruciato. È finita, grazie a Dio. Vorrei portare qui i combattenti dell'Isis e bruciarli, come ho fatto con i miei vestiti”, ha spiegato la giovane donna dando fuoco appunto al Niqab e agli altri indumenti neri ed esprimendo il desiderio di volersi vendicare dando “fuoco a quelli di Daesh” che hanno abusato di lei come schiava del sesso. La dura testimonianza di Israa a una tv curda è arrivata in occasione dell'8 marzo, giornata internazionale della donna.

Migliaia di donne yazide catturate e vendute come schiave del sesso dall’Isis – La comunità dei yazidi vive tra l’Iraq, la Siria e la Turchia ed è perseguitata da anni dall’Isis, con i miliziani che li considerano “adoratori del diavolo”. Mentre la maggior parte degli uomini sono stati uccisi e sepolti in fosse comuni, quasi 6500 donne e bambini sono stati catturati e venduti come schiavi. Israa è una di quella ragazze vendute come schiave del sesso.