"Domani alle 8.30 ho convocato l'ufficio di Presidenza di Montecitorio dove presenterò la delibera per il superamento dei vitalizi", è quanto ha annunciato il presidente della Camera Roberto Fico.

"Il taglio ai costi della politica è un tema su cui ci siamo concentrati da tempo ed è tra i principali obiettivi della legislatura. Il lavoro sulla delibera è stato costante e approfondito e verrà illustrato proprio domattina" – ha scritto su Facebook Fico – "Continueremo a lavorare per il superamento definitivo dei privilegi con tre obiettivi: taglio dei costi, trasparenza e partecipazione". Per il Senato invece i tempi si allungano: la presidente Maria Elisabetta Casellati sarà in missione all'estero fino a domenica prossima.

Non una legge quindi, ma una delibera, che dovrà poi essere votata dall'ufficio di presidenza a maggioranza semplice, cioè con 10 voti. Il taglio ai cosiddetti "privilegi" della politica, a cui l'ufficio di presidenza sta lavorando a stretto contatto con l'Inps, è stata anticipata nei giorni scorsi dal M5S e poi riconfermata anche davanti la platea di Confartigianato da Luigi Di Maio: sono ancora 2600 gli ex deputati e senatori che percepiscono un vitalizio, per una spesa complessiva prevista di 207 milioni di euro solo nel 2018. Il provvedimento rientra tra le principali battaglie del Movimento, che proprio contro la "casta" ha puntato il dito durante la campagna elettorale e nella precedente legislatura. Dalle parole ai fatti.

Secondo i calcoli dei questori, che sul tema hanno condotto un'istruttoria, con il ricalcolo secondo il sistema contributivo degli assegni che vengono erogati ai soli ex deputati si potrebbero risparmiare tra i 18 e i 20 milioni di euro ritoccando oltre mille prestazioni: alcune rischiano un taglio tra il 50 e l'80%; la maggioranza degli assegni, circa 700, potrebbe essere ridotta tra il 20 e il 50%.

Per evitare situazioni limite si sarebbe valutata l'ipotesi di introdurre una clausola di salvaguardia che eviti di penalizzare eccessivamente alcune posizioni, così come è stata avanzata l'ipotesi di fissare un tetto per chi trarrà vantaggio dalla riforma. Si parlerà anche della reversibilità per le vedove sui cui si aspetta a questo punto la proposta della presidenza della Camera. Non tutti i partiti hanno ancora reso manifeste le intenzioni: il Pd sarebbe deciso a non opporsi pur manifestando alcune perplessità, mentre Forza Italia prende tempo.

Esulta il vicepremier Di Maio: "Domani finalmente iniziamo a togliere un privilegio insopportabile: il vitalizio degli ex parlamentari. Lo abbiamo detto e lo stiamo facendo. I prossimi saranno i pensionati d'oro. L'era dei privilegi è finita".

"Il trattamento previdenziale per gli ex onorevoli è uno scandalo intollerabile sul piano economico e morale" – Ha detto Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento – "un autentico affronto verso tutti gli italiani. La nostra proposta, raccolta nella delibera del presidente Fico, prevede di ricalcolare gli assegni con il metodo contributivo per eliminare ogni iniquità. Con il Governo del Cambiamento non possiamo più tollerare condizioni di vantaggio della classe politica, anche agli ex parlamentari devono essere applicate le condizioni stabilite per la generalità dei cittadini. Grazie al M5S possiamo dire finalmente addio alla casta iniziando ad eliminare il più odioso dei privilegi. Lo abbiamo promesso e lo stiamo facendo: i vitalizi saranno solo un brutto ricordo. Benvenuti – conclude sul blog delle Stelle – nella Terza Repubblica".