“Non ho mai messo le mani addosso a mia figlia: sono severo, ma lo faccio per il bene dei miei figli”: a pronunciare tali parole nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina nel carcere di Vercelli è El Mustafa Hayan, il marocchino di cinquantatré anni che venerdì avrebbe tentato di investire con l'auto la figlia di ventidue anni Miriam perché “colpevole” di vivere “all'occidentale”. Assistito dall'avvocato Fabio Merlo, l'uomo ha parlato di una “tragica fatalità” affermando che la sua intenzione “non era quella di ucciderla”. El Mustafa Hayan – residente da tempo a Livorno Ferraris nel Vercellese e disoccupato da un anno – è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio con premeditazione e maltrattamenti. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato di decidere sulla convalida dell'arresto. Il difensore del marocchino ha chiesto per il suo assistito i domiciliari presso la casa del fratello, che vive a Santhià. Su quanto accaduto a Livorno Ferraris è intervenuto domenica anche il vicepremier Matteo Salvini che ha usato parole dure nei confronti dell’uomo: “Se pensa che qui si torna indietro sulla libertà delle donne, torni al suo Paese. Qui sulla libertà delle donne di vestirsi come vogliono, con la gonna o la minigonna, non si torna indietro”, ha detto il ministro.

Fortunatamente Miriam non ha riportato ferite gravi a causa del padre: la giovane è stata colpita solo di striscio e, portata in ospedale, è stata poco dopo dimessa. È una ragazza molto conosciuta in paese anche perché gioca nella locale squadra di basket, che subito si è stretta attorno alla compagna: “Siamo un solo gruppo – hanno scritto su Facebook – e sappiamo benissimo quanto tu sia forte! Adbt Livorno Ferraris sarà il tuo scudo. Ti aspettiamo Miriam”. Sulla questione che ha scosso il paese in Piemonte era intervenuto subito il sindaco Stefano Corgnati: “Miriam è l'archetipo di una ragazza che si è integrata perfettamente nella comunità locale, fa parte del dna di Livorno Ferraris. La nostra comunità è unita e dobbiamo ancora lavorare affinché non avvengano episodi drammatici come quello appena successo”.