Dopo Nicolas Maduro, anche Juan Guaidò rivolge, sempre dai microfoni di Sky Tg24, un appello a Papa Francesco per aiutare il Venezuela: “Faccio un appello affinché tutti quelli che possono aiutarci, come il Santo Padre, come il resto della diplomazia, possano collaborare per la fine dell’usurpazione, per un governo di transizione, e a portare a elezioni veramente libere in Venezuela, al più presto”. Non solo, perché Guaidò invita anche il pontefice a Caracas: “Sarei felice di ricevere il Papa nel nostro Paese, un Paese molto cattolico, molto devoto, di grande tradizione religiosa”. Negli scorsi giorni anche Maduro aveva richiesto la mediazione di Bergoglio. E il Papa aveva spiegato che per una mediazione era necessaria anche la richiesta dell’altra parte, proprio quella rappresentata da Guaidò. Che a questo punto potrebbe arrivare.

Guaidò parla dell’attuale situazione in Venezuela: “La cosa drammatica in questo momento in Venezuela è che lo spargimento di sangue è in corso. Dopo il 23 Gennaio, quando abbiamo avuto una manifestazione senza precedenti nel nostro Paese, in 53 città del Venezuela, milioni di persone nelle strade: quando le persone stavano ritornando a casa, dei gruppi paramilitari armati, denominati collettivi, o gruppi del Faes, che sono una unità delle forze armate, hanno assassinato a sangue freddo molti di questi ragazzi per cercare di intimidirci, di farci paura, così che questo spargimento di sangue è responsabilità di chi usurpa il Palazzo presidenziale”.

Un passaggio anche sulla posizione italiana: “Sono sicuro che molto presto, come ha detto anche il presidente (Mattarella), sosterranno non Juan Guaidò, non una presidenza incaricata, ma il recupero delle libertà in un Paese che ha le più grandi riserve petrolifere del mondo, dove la gente mangia nella spazzatura in modo molto drammatico”. Parlando di un governo di transizione, Guaidò spiega cosa intende: “Poter avere la capacità di stabilizzarci, ricevere gli aiuti umanitari, re-istituzionalizzarci e avere delle elezioni veramente libere, questo è il mandato che ho per Costituzione: raggiungere questo periodo di stabilità, di governabilità, che possa produrre delle elezioni libere in Venezuela, che possa produrre poi una democrazia sana, per sempre, nel nostro Paese”.