“Chi è innocente non si impicca. Pensate alle vittime quando sostenete che cosa ha fatto ad almeno 10 ragazze”. Sono parole pesantissime quelle 29enne pattinatrice americana Bridget Namiotka, che su Facebook accusa (nominandolo) John Coughlin, suo partner che si è suicidato impiccandosi il 18 gennaio scorso proprio dopo essersi vista ufficializzata la sospensione dal Centro americano per lo Sport Sicuro (US Center for SafeSport) a causa delle accuse di molestie sessuali mosse nei suoi confronti.

La 29enne aveva fatto coppia con Coughlin dal 2004 al 2007, quando era quindi ancora una teenager mentre lui all’epoca aveva tra i 18 e i 21 anni. Insieme hanno vinto tre medaglie nelle Junior Grand Prix series, chiudendo noni a livello senior ai campionati nazionali Usa 2007. In tre altri post pubblicati domenica sui social network, la Namiotka ha aggiunto: “Pensate alle vittime quando esaltate ciò che John ha fatto. Mi spiace per lui, ma sono almeno 10 le ragazze di cui ha abusato. È successo a me e ad altre”.

La pattinatrice ha sporto anche una denuncia in tribunale, dove è rappresentata dall’avvocato John Manly, già leader della difesa nel caso delle oltre 200 atlete della Federginnastica Usa contro Larry Nassar, l’allenatore condannato a 175 anni di prigione.  “Le mie clienti e io vogliamo che una cosa sia chiara: John Coughlin ha usato la sua posizione di fiducia e potere e prominenza nel pattinaggio artistico per abusare sessualmente molti minori. Io rappresento tre di loro”, ha spiegato Manly, che è avvocato anche di altre ragazze che affermano di essere state abusate da Coughlin .Secondo Usa Today, l’agente di Coughlin, Tara Modlin, ha respinto le accuse: “Mi sembra che vogliate farmi commentare dei post su Facebook di una persona mentalmente instabile. Non capisco la domanda, fossi in voi chiamerei altre sue partner…”.