Lo scenario è quello del The Dolder Grand, uno degli alberghi più esclusivi di Zurigo con vista sul lago. Lì, una notte di una settimana fa, un distinto cliente che lavora nel mondo della finanza ha ucciso una giovane donna polacca invischiata nel giro delle escort. L'assassino ha occultato il cadavere nascondendolo per ben nove giorni nella cantina dell'abitazione che divideva con la compagna, fino al fatale arrivo della polizia. Il delitto è stato confessato dal 47enne uomo d’affari, noto nell'ambiente delle escort per la sua disponibilità a pagare qualsiasi cifra per avere un incontro "estremo". La vittima, 25 anni, polacca, si chiamava Justina. Era arrivata in città un anno prima con un diploma da infermiera, ma Justina si guadagnava da vivere lavorando al «Club Life» e al club «Bumsalp», dove era conosciuta dai clienti come Kathleen. La ragazza aveva ormai un folto giro di clienti abituali tra cui anche il 47enne di Zurigo.

Le indagini non hanno ancora accertato cosa sia accaduto in quella maledetta notte di una settimana fa. Le ragazza è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza mentre oltrepassava la soglia dell'hotel in compagnia del suo assassino. Dopo quella immagine, il buio. La mattina seguente i parenti di Justina hanno cominciato a telefonare con insistenza, non ricevendo da diverse ore alcuna notizia. Dopo diversi tentativi la famiglia ha deciso di chiedere notizie della ragazza al Club Life, dove la giovane lavora ormai da tempo. Lì, nessuno sa dire dove sia la Justina, ma il sospetto corre immediatamente al cliente 47enne. Sarà solo nove giorni dopo, quando la polizia polacca e quella elvetica, impegnate in un'indagine congiunta, avranno ristretto il cerchio, che l'assassino verrà rintracciato. Mercoledì scorso, alla porta della abitazione in cui l'uomo d'affari vive con la sua compagna, hanno bussato gli agenti in cerca di Justina. Il suo corpo è stato trovato nella cantina dell'appartamento, accanto ai vini, in avanzato stato di decomposizione incastrando senza ombra di dubbio  il colpevole, che ha confessato il delitto. Resta ancora oscuro il movente, da ricercarsi, forse, nelle pratiche estreme a cui il 47enne era solito sottoporre le giovani escort che frequentava abitualmente.