Tutti a confronto da Monti Berlusconi Bersani e Casini

Giorni difficili per Mario Monti. Tra crisi dell'eurozona e crisi del Belpaese, tra l’eventualità di elezioni anticipate e legge elettorale, tra trepidazioni della maggioranza e il rigore di Berlino, le minacce al governo tecnico giungono da più parti. Anche per questo il premier ieri ha incontrato il capo dello stato, Giorgio Napolitano e oggi incontrerà i leader dei partiti che lo sostengono. Si comincia da Silvio Berlusconi e dai suoi alleati del PdL. Il fatto che oltre al Cavaliere, all'incontro di oggi a Palazzo Chigi prendano parte anche il segretario del principale partito di centrodestra, Angelino Alfano, e il braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta, evidenzia la delicatezza del momento. Per quel che riguarda Pd e Udc, non è ancora chiaro se il faccia a faccia avverrà in giornata. Quel che certo è che i colloqui si consumeranno separatamente, per quanto nelle ultime ore si sia tornato a parlare di un possibile asse Bersani e Casini. L'obiettivo è comunque quello di arrivare al consiglio europeo del 28 e 29 giugno con le idee più chiare, provando a capire chi è che può rappresentare davvero una minaccia tra i tre partiti citati.

Monti ieri ha sentito anche Barack Obama. Un comunicato di Palazzo Chigi rende nota la telefonata giunta dagli Stati Uniti, nella quale si sottolinea che la Casa Bianca sostiene pienamente l'Italia non solo nell' impegno ad ottenere passi avanti sulla crescita (col decreto sviluppo), ma anche in quello di stabilizzare l'euro: «Obama si è informato sulle prospettive dell'eurozona a pochi giorni dal Consiglio europeo. Egli segue con attenzione l'impegno del governo italiano per facilitare il consenso in Europa sulle politiche per la crescita e la stabilizzazione del mercato dei titoli di debito pubblico». La nota si conclude con un chiaro riferimento agli incontri che Monti terrà con le forze politiche che lo sostengono: «Il presidente Obama ha anche chiesto ragguagli al presidente Monti sull'evoluzione recente del dibattito politico in Italia riguardo all'euro e sull'impatto sull'opinione pubblica».

E l'intenzione del Premier è anche dimostrare ai partner internazionali che l'Italia prosegue diligenemente sulla linea del rigore delle riforme, condizione indispensabile per chiedere agli altri paesi europei più impegno sulla crescita. Ma dietro le quinte, dal triumvirato ABC non sembrano arrivare i feedback attesi: ieri mancata mozione unitaria sui temi europei (il Pd ha presentato ieri pomeriggio la sua mozione, mentre dall'Udc e dal PdL sono arrivati documenti diversi in serata. Lo stesso dicasi per Lega e Idv), mentre Monti aveva chiesto un impegno comune alla maggioranza come sostegno alle richieste che presenterà in sede di Consiglio europeo.  La discussione sulle mozioni è fissata oggi alla Camera con inizio alle 14.