Class action negli Stati Uniti contro una trentina di produttori di vino californiani dopo che le analisi di un laboratorio di Denver hanno scoperto un'elevata concentrazione di arsenico nelle bottiglie di vino in vendita nei supermercati americani. Il laboratorio ha testato più di 1.300 vini economici e ha trovato pericolosi livelli di arsenico in 83 di loro. In alcuni di questi ultimi sono stati riscontrati i livelli di arsenico cinque volte superiori a quelli consentiti dall'agenzia governativa ambientale statunitense per l'acqua potabile. Nella causa collettiva, presentata giovedì in un tribunale di Los Angeles, sono stati coinvolti una trentina di marchi differenti di diverse cantine californiane attive sul mercato americano. I vini sono soprattutto bianchi e moscati, tutti venduti a prezzi minori di 10 dollari, alcuni anche a due dollari a bottiglia. "Abbiamo deciso di testare 1.306 bottiglie di vino che rappresentano più del 75% del vino consumato negli Stati Uniti" ha spiegato Brian Kabateck, avvocato che sta coordinando la causa contro le aziende vinicole, aggiungendo: "Moltissime di quelle bottiglie contenevano un vino con livelli di arsenico eccessivi, dannosi per la salute".

I produttori di vino smentiscono

In effetti l'arsenico è un agente cancerogeno molto pericoloso per la salute dell'uomo. Se consumato per molti anni anche in piccole dosi può causare cancro, problemi cardiovascolari, malattie respiratorie e altri problemi alla salute. Per questo la class action chiede ai produttori di ritirare le bottiglie incriminate e di rimborsare il denaro ai consumatori che le hanno comprate. Dal suo canto il Wine Institute, che rappresenta oltre mille coltivatori e società affiliate in Usa, ha rigettato ogni accusa spiegando che la class action è basata su "affermazioni false e fuorvianti, e che tutti i vini che sono venduti nel mercato statunitense sono sicuri per la salute".