"Al sostegno elettorale garantitogli da esponenti della organizzazione criminale, lui ha sempre risposto con un serio impegno ad essere interlocutore dell’associazione mafiosa per esigenze di singoli affiliati e, ancora di più, per consentire a quest’ultima di entrare in circuiti politico-amministrativi utili ai suo programmi", così il Gip Piergiorgio Morosini descrive Paolo Ruggirello, l'ex deputato Pd dell’Assemblea regionale siciliana arrestato martedì insieme ad altre 24 persone in un blitz contro boss e gregari del mandamento mafioso di Trapani, ritenuti vicinissimi al boss latitante Mattia Messina Denaro. Per gli inquirenti Ruggirello, con un passato di continui cambi di casacca politica alle spalle, non sarebbe solo un politico alla ricerca di consensi facili dai mafiosi ma sarebbe arrivato a essere un punto di riferimento fisso dei clan in un continuo scambio di favori.

Un ruolo che sarebbe confermato dalla partecipazione a diverse "riunioni segrete" con uomini condannati per mafia e ritenuti vicinissimi al super latitante Matteo Messina Denaro. Emblematici i continui appuntamento con emissari di calibro dei boss, fotografati dagli inquirenti,  a cui Ruggirello avrebbe chiesto addirittura  di "intervenire" sul fidanzato della figlia che lui non gradiva. Per il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, era “il ponte tra la mafia e le istituzioni, al punto tale da avere offerto somme di denaro per ottenere aiuto per le elezioni 2017″. Per il Gip “garantiva piena disponibilità per tutelare gli interessi della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, anche relativi a futuri finanziamenti pubblici, attraverso accordi con esponenti mafiosi"

In cambio, scrive sempre il Gip, Ruggirello era il “destinatario delle preferenze elettorali fatte confluire da esponenti di detta associazione nel corso di varie consultazioni elettorali, fornendo un concreto e specifico contributo per garantire gli interessi del sodalizio mafioso, a cui metteva a disposizione – per il tramite di singoli affiliati, con i quali intratteneva rapporti continuativi ed ai quali si rivolgeva anche per questioni personali – l’influenza e il potere derivanti anche dalla sua posizione” di deputato regionale.