La storia che arriva da Vicenza vede protagonista un ragazzo che, per i suoi atteggiamenti, sarebbe stato preso di mira da alcuni amici tanto da spingerlo a chiudersi in casa. I genitori sono intervenuti con avvocato e forze dell’ordine.

“Il nostro era amore”. Così la donna di quarantadue anni arrestata nei giorni scorsi per atti sessuali con un minore e cessione di stupefacente dai carabinieri di Leini (Torino) si è giustificata oggi in Procura a Ivrea ammettendo di fatto di aver avuto una relazione sessuale con un ragazzino di quattordici anni amico di sua figlia. La donna, una infermiera delle Valli di Lanzo, ha risposto alle domande del giudice per circa un’ora e mezza. Difesa dall’avvocato Simone Vallese, la quarantaduenne ha ammesso la relazione con il minorenne e anche l'assunzione di droghe leggere (avrebbe fumato marijuana col ragazzo e altri minori compresa la figlia) e ha raccontato l'inizio del rapporto con il ragazzino ricostruendo come è andato avanti. Nei prossimi giorni, gli investigatori sentiranno altri testimoni.

A far scattare le indagini i familiari dell'adolescente – La “scintilla” tra la donna e il ragazzino sarebbe scoppiata nel dicembre del 2017 e la loro storia è durata sino allo scorso gennaio, quando i genitori dell'adolescente si sono rivolti ai carabinieri, che hanno dato il via alle indagini. Le indagini che hanno portato all’arresto della quarantaduenne sono nate dai sospetti di uno zio del ragazzo che una sera ha notato una certa complicità tra la donna e il nipote, una complicità tale che lei aveva anche offerto all’adolescente il suo drink. Così lo zio ha deciso di parlare con la madre che è andata in caserma. Gli sms scambiati tra i due non lasciavano spazi a dubbi: tra cuoricini e dichiarazioni d'amore, l'infermiera e il ragazzo di recente avrebbero anche parlato della vicenda di Prato, dove una donna ha avuto un bambino da un suo studente che oggi ha quindici anni. "Il nostro caso è diverso – scrivevano -. Lui aveva 13 anni e poi lei era la sua docente, per questo è stata punita. Io non sono né maestra né genitore, quindi non è la stessa cosa. Sei tutta la mia vita”.