Un gattino intrappolato nelle cantine del palazzo, un'associazione che chiede di tirarlo fuori e salvarlo ma bloccata da un ordine della magistratura che ha posto sotto sequestro l'intero stabile, sigillando anche le entrate per evitare occupazioni abusive. È la storia che arriva da Torino e più precisamente da uno dei palazzi occupati dai migranti all'ex Moi  dove il gattino si era infilato diversi giorni fa cadendo in uno dei garage sotterraneo da cui però non è più riuscito a uscire. A lanciare l'allarme nei giorni scorsi è stata l'associazione animalista Progetto A-Mici animali. "Abbiamo chiesto l'intervento di Vigili del Fuoco, Polizia, Enpa e Carabinieri ma purtroppo nessuno di loro può accedere a questi locali senza autorizzazione. I Carabinieri hanno chiesto anche l'intervento della Digos che non è intervenuta perché non c'erano motivi di ordine pubblico. Sono andata personalmente in Questura ed in Procura ma ho ottenuto solo vaghe promesse" ha spiegato l'attivista Anna Orlando, che sta seguendo la vicenda fin dalla sparizione del gatto, che risale all'8 maggio scorso.

Al momento i volontari gli portano cibo e acqua e cibo attraverso una grata ma il micio non potrà resiste a lungo. Il felino andava regolarmente nella casa di una donna che abita nella zona dell'ex villaggio olimpico, poi con il trambusto dello sgombero forzato non si era più visto. Infine qualcuno lo ha sentito miagolare dal basso scoprendo che era rimasto bloccato nelle cantine a circa sette metri di profondità. Da allora si è cercato in tutti i modi di far intervenire qualcuno ma senza alcun risultato. Venerdì scorso infine erano intervenuti anche i pompieri ma poi qualcuno li ha mandati via.

"Ho trovato i Vigili del Fuoco che stavano tagliando le lastre messe sopra le grate, l'operazione è durata quasi due ore nonostante l'attrezzatura speciale, questo per chi scrive "andiamo e tagliamo" senza sapere di cosa parla!. Quando avevano quasi terminato di tagliare purtroppo è arrivato un ordine non so da chi, di sospendere le operazioni e riprenderle un altro giorno. Non chiedetemi altre informazioni perché a noi privati cittadini non le hanno date"ha raccontato sempre  Anna Orlando, aggiungendo: "Spero con tutto il cuore che mantengano la parola di tornare il più presto possibile, quello che mi consola un poco è che il gatto mangia e sembra tutto sommato il gatto che stia bene". Ora l'associazione con un appello pubblico chiede  a tutti di dare una mano per salvare il gattino informando in maniera massiccia tutte le autorità competenti. In particolare si chiede di mandare una email ai vari indirizzi istituzionali di Prefetto, comune e Regione per sollecitare un intervento urgente.