Ci sono anche due bambine di cinque e sette anni tra le quattro persone ricoverate e finite in camera iperbarica la scorsa notte per un’intossicazione da monossido di carbonio. Tutta colpa di una piccola caldaia malfunzionante nel loro appartamento in Borgata Malano ad Avigliana, in Piemonte.

Le due bimbe erano in casa insieme alla sorella maggiore di 17 anni e il padre di 47.  Ieri sera, intorno alle 20, hanno iniziato ad accusare dei malori: bruciore alla gola, mal di testa e conati di vomito.  Quando si è reso conto della situazione, l'uomo ha subito chiamato i soccorsi. I vigili del fuoco –  con la squadra Nbcr, specializzata nel rischio biologico e chimico – hanno portato fuori le quattro persone e perlustrato tutto l’appartamento per trovare l’origine delle esalazioni di monossido di carbonio. Un'ambulanza ha condotto gli intossicati prima all’ospedale di Rivoli, poi trasferiti a Torino per essere sottoposti al trattamento in camera iperbarica all'Otip. Nessuno di loro è in pericolo di vita.

Cos'è il monossido di carbonio

L'avvelenamento da monossido di carbonio è una delle cause più frequenti di morte per intossicazione inalatoria. Si verifica generalmente per il malfunzionamento dei sistemi di riscaldamento domestico (stufe, caldaie, caminetti a legna) o per la ventilazione non adeguata delle automobili. Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore e incolore che deriva dalla combustione incompleta degli idrocarburi. I meccanismi su cui si basa la sua tossicità coinvolgono lo spiazzamento dell'ossigeno dall'emoglobina (il CO ha una maggiore affinità per Hb rispetto all'O2) e la riduzione del rilascio di O2dall'Hb ai tessuti.