Dopo aver timbrato regolarmente l'entrata al lavoro, se ne andava al mare e trascorreva intere giornate presso lidi balneari senza alcuno scrupolo, arrivando persino a pubblicare le foto dei suoi momenti di relax sui social network. È solo uno dei casi di assenteismo scoperti da una indagine della Guardia di finanza all'ospedale di San Severo, in Puglia, che oggi ha portato all'arresto di otto dipendenti dell'ente pubblico con l'accusa  di truffa nei confronti della Asl di Foggia. Per tutti loro il Gip del Tribunale di Foggia ha firmato un ordine di custodia cautelare ai domiciliari su richiesta del locale Procura della Repubblica mentre per un nono indagato è scattata la sospensione dal servizio. Tra gli arrestati un dirigente, cinque collaboratori amministrativi, un operatore tecnico e una commessa oltre a un primario che, secondo l'accusa, trascorreva interi pomeriggi in giro per la città oppure tornava a casa  facendo finta invece di lavorare in ospedale.

L'inchiesta delle Fiamme Gialle di San Severo, coordinate dalla Procura di Foggia, si sono avvalse di pedinamenti e registrazioni video degli indagati attraverso telecamere nascoste sia nei pressi dell'apparecchiatura marcatempo sia nei luoghi di ritrovo degli indagati. Secondo l'accusa, i dipendenti arrestati attestavano la propria presenza sul luogo di lavoro ma poi si dileguavano per fini personali. Per fare risultare la loro presenza, oltre alla classica mancata timbratura del badge al momento dell'allontanamento, erano arrivati ad alterare direttamente il sistema informatico di registrazione delle presenze grazie a due colleghi, complici nella truffa. In un caso invece si accertava la propria presenza mediante la sottoscrizione di un'attestazione cartacea da parte del proprio dirigente quando questi era assente dal servizio

Dopo essere usciti dal lavoro c'era chi andava al mare per l'intera giornata, chi invece collaborava nella gestione del locale di famiglia, chi preferiva andarsene a spasso chi la bar e chi a casa. Secondo una stima degli inquirenti, le false attestazioni di presenza venivano compiute fin dal 2014, per un totale di 5.300 ore segnate ma mai svolte. La truffa stimata dalla guardia di finanza ai danni dell'Ente ammonta a circa 80mila euro.