"Il terremoto di oggi in provincia di Barletta-Trani-Andria non è stato molto forte, quanto profondo. Al momento non ci sono state repliche, che generalmente sono comunque meno frequenti con le scosse di questo tipo, ma di certo non possiamo escluderle". A parlare è Pasquale De Gori, funzionario dell'Ingv, ricercatore e sismologo, che ai microfoni di Fanpage.it ha fatto il punto su quanto successo nella mattinata di oggi, martedì 21 maggio, in Puglia, dove si è registrato un sisma di 3.9 gradi di magnitudo alle 10:13 con epicentro a 34 km di profondità a quattro chilometri da Barletta, ma avvertita in tutta la Regione, soprattutto ad Andria, Cerignola e Molfetta e in alcune zone della Campania. Addirittura a Trani, per precauzione, sono state evacuate alcune scuole e numerose persone prese dal panico sono uscite in strada. Tuttavia al momento non si registrano danni gravi a persone e cose.

Ma cosa sta succedendo davvero in Puglia? Secondo De Gori, il terremoto di questa mattina non è un evento isolato. "Tutta l'Italia è sismica, ad eccezione della Sardegna, ed anche la Puglia lo è. Soprattutto nella zona del Gargano – ha sottolineato l'esperto – ci sono stati altri episodi del genere in passato. Non sappiamo ancora di che natura sia la scossa di oggi e stiamo indagando per capire anche di che faglia si tratti. In genere in quest'area abbiamo terremoti di tipo trascorrente, ma è ancora presto per definire l'ultima scossa". Le faglie trascorrenti sono quelle nelle quali le due parti di roccia scorrono orizzontalmente l'una in direzione opposta all'altra e sono in genere provocate da forze di trazione.

"La Puglia – ha continuato il sismologo – giace sull'avampaese adriatico, dunque sulla cosiddetta placca Adria. L'interazione tra quest'ultima e l'Appennino produce sismicità, che nel Gargano è certamente più frequente rispetto all'area, ad esempio, del Barese, ed è generalmente caratterizzata da meccanismi di faglia trascorrente, per cui è probabile che anche l'evento di questa mattina sia di questo tipo, ma lo stiamo ancora verificando". Alla domanda se siano prevedibili altre scosse, De Gori non ha dubbi: "È impossibile fare previsioni, il modo migliore per affrontare un terremoto è sempre la prevenzione – ha concluso -. Detto questo, sappiamo che al momento non ci sono state repliche. Non possiamo escluderle ma sicuramente, essendo stato un evento verificatosi a più di 30 chilometri di profondità, dovrebbero essere meno frequenti. I terremoti della crosta inferiore danno, infatti, generalmente meno repliche di quelli della crosta superficiale. Prendiamo come paragone quelli che si registrano nella zona appenninica: qui ci sono ancora scosse di assestamento collegabili ai grandi terremoti del 2016 perché avvengono sempre a 10/8 chilometri di profondità. Quando invece avvengono sotto i 20 chilometri è difficile, anche se non impossibile, che ci siano altri episodi".