Querela in arrivo nei confronti di Alessandro Di Battista, tra i leader del Movimento 5 Stelle ed ex deputato pentastellato. A depositarla, nelle scorse ore, l’Unione industriale di Torino, Amma, Ance Piemonte, Confagricoltura Piemonte e Confindustria Piemonte. Una querela che nasce dalle affermazioni rilasciate da Di Battista durante un’intervista a Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, in onda su Rai 1. In quell’occasione DI Battista disse che esisterebbe un legame tra la ‘ndrangheta e comitati Sì Tav. Non solo, perché l’ex deputato fece anche alcuni riferimenti a episodi di corruzione non ben definiti.

Le associazioni che hanno presentato la querela sono tra quelle promotrici di un comitato sì Tav e hanno portato avanti, nel tempo, molte iniziative a sostegno dell'alta velocità Torino-Lione. Per questo si considerano destinatarie delle frasi offensive di Di Battista, dichiarazioni ritenute “lesive della loro reputazione”. Così hanno deciso di rivolgersi alla magistratura chiedendo un intervento per tutelare la loro reputazione, riconoscendo diffamatorie le affermazioni di Di Battista durante la trasmissione di Rai 1.

Le dichiarazioni di Di Battista

Le affermazioni dell’ex deputato M5s risalgono al 20 gennaio. Ospite da Fazio, Di Battista aveva detto: “Io non ho le prove, però ricordo quando due ‘ndranghetisti furono intercettati e dicevano ‘adesso ci tocca fondare un comitato sì Tav’”. Non solo, poi aveva aggiunto: “Credo che il problema del Tav per qualcuno non sia: si fa, non si fa. Io credo che qualcuno si sia già steccato qualche tangente e qualora non si dovesse fare quest’opera qualcuno sarà costretto a mettersi le mani in tasca e restituire la tangente a chi l’ha pagata”. Ma a precisa domanda di Fazio aveva risposto in modo vago, non facendo alcun riferimento specifico: “Studiamo tutte le consulenze che ci sono dietro al Tav e affrontiamo questo dramma legato alla corruzione”.