Il dirigente scolastico del liceo Tito Livio di Martina Franca, in Puglia, ha vietato lo svolgimento di un'assemblea studentesca in cui gli alunni avevano invitato un esponente dell'Arcigay di Taranto per parlare di cultura delle differenze e sessualità. Il preside ha prima negato l'autorizzazione allo svolgimento dell'assemblea, poi dato il via libera ma a patto di confrontarsi su argomenti completamente diversi: "Assistiamo all'ennesimo atto repressivo all'interno dei luoghi della formazione – ha dichiarato in una nota l'Unione degli studenti Puglia – Nella nostra regione non è il primo episodio di questo genere, ciò ci dimostra come a oggi interrogarsi sull'educazione alle differenze e all'affettività risulta ancora un tabù". L'Unione ha poi aggiunto: "Nel momento in cui la conoscenza dei corpi e di se stessi dovrebbe essere fondamentale in particolar modo in età adolescenziale, vediamo la continua costruzione all'interno dell'opinione pubblica di una falsa retorica in merito a una fantomatica teoria Gender, che, a dire delle associazioni omofobe e provita, devierebbe le giovani menti".

Ciò che gli studenti hanno criticato con particolare veemenza sono state le giustificazioni fornite dal preside. Davide Lavermicocca, membro dell'Unione degli Studenti, ha dichiarato: "Ha detto che la scuola non può sostituirsi ai genitori nell'educazione all'affettività e anzi, ha anche aggiunto che sarebbe stato necessario il consenso informato da parte degli stessi genitori. Incredibile, primo perché il preside non è tenuto a sindacare l'ordine del giorno di un'assemblea di istituto, e poi perché con il suo atteggiamento ha deresponsabilizzato la scuola della sua funzione pedagogica". Gli studenti hanno infine deciso di organizzare un momento assembleare in un bar al'esterno dell'istituto, discutendo degli stessi temi che avevano posto all'ordine del giorno nell'incontro che si sarebbe dovuto svolgere a scuola.