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Pietro Ercole Mola, si è sparato un colpo di fucile al petto, nel cimitero di Cremona, sulla tomba del nonno, Roberto Farinacci che fu segretario del partito fascista. Il corpo dell'uomo, 65 anni, medico molto noto in città per il suo lavoro al pronto soccorso dell'Ospedale civile, è stato trovato in mattinata da alcuni addetti del camposanto, come scrive il Corriere della Sera. Accanto al corpo, vi era un biglietto con il numero di telefono della sua compagna nel quale sono contenute disposizioni circa il rito funebre. Nessuna  motivazione, invece, del folle gesto. La tragica notizia ha ovviamente lasciato sconcertati gli amici e i parenti del medico che hanno riferito ai carabinieri che Mola non soffriva di nessuna patologia particolare, né tantomeno di problemi di salute.

Il medico era figlio di una delle figlie di Farinacci, gerarca fascista e non aveva mai svolto attività politica, dimostrandosi contrario alle manifestazioni pro-fascismo, organizzate in occasione degli anniversari storici. Tuttavia non ha mai fatto mancare la sua presenza ogni anno, a fine aprile, a una celebrazione del nonno e di Benito Mussolini che si teneva proprio nel cimitero dove questa mattina si è tolto la vita.

Roberto Farinacci, nonno di Pietro Ercole Mola, nacque Isernia nel 1892 ma si trasferì giovanissimo a Cremona, dove mosse i suoi primi passi in politica: prima nel partito socialista e in seguito in quello fascista (tornato alla ribalta il mese scorso a causa del ddl che permette la sua riorganizzazione). Con Mussolini dette vita ai Fasci di Combattimento.  Tra gli organizzatori e favoreggiatori dello squadrismo, il “ras” di Cremona fu Segretario del partito fino al 1926. Il 28 aprile del ’45 la cattura nei pressi di Vimercate (Milano) da parte dei partigiani, dai quali fu poi fucilato.