Stava pregando all'interno della moschea di Christchurch quando ha udito distintamente dei colpi d'arma da fuoco e si è dato alla fuga, salvo trovare poche decine di metri dopo il corpo della moglie, ormai senza vita, disteso sul viale d'ingresso del sito religioso. E' uno dei racconti provenienti dalla Nuova Zelanda, teatro questa mattina di una strage di matrice fascista compiuta dal cittadino australiano Brenton Tarrant, 28 anni, suprematista bianco, estremista di destra e orgogliosamente fascista. In una testimonianza raccolta dal  Sydney Morning Herald un uomo, di cui non è stata resa nota l'identità, ha raccontato che stava pregando all'interno della moschea Masjid Al Noor quando ha udito le esplosioni di un fucile semiautomatico. Fuggendo dall'edificio ha però fatto la più drammatica delle scoperte: dopo aver visto i corpi di alcune vittime uno sull'altro, ha notato il cadavere della moglie, anche lei colpita dai proiettili esplosi da Tarrant.

Quella di Masjid Al Noor è una delle due moschee colpite da un attentato terroristico di matrice fascista venerdì, nel giorno di preghiera dei musulmani. Un commando composto da quattro uomini e coordinato dal 28enne australiano ha assassinato 41 persone, mentre altre otto sono state in una seconda moschea. Il terrorista, che ha rivendicato idee di estrema destra e dedicato anche all'italiano Luca Traini la strage, ha trasmesso live su Facebook il massacro. Poco aveva pubblicato un manifesto dove affermava di essere "un normale uomo bianco", aggiungendo: "Mi sono ispirato alla strage compiuta ad Utoya, in Norvegia, da Anders Breivik nel 2011. Voglio uccidere gli stranieri invasori". Gli attentati sono avvenuti intorno alle 13.40 ora locale – l'1.40 del mattino in Italia – e il bilancio delle vittime è di almeno quarantanove morti. La premier neozelandese Jacinta Arden ha subito dichiarato in diretta tv: "E' uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda. Siamo davanti a un atto di violenza senza precedenti".