Una nuova strage di migranti in mare: 34 persone, tra cui due bimbi, sono morte affogate mentre cercavano di attraversare il tratto di mare che divide il Marocco dalla Spagna. A bordo dell’imbarcazione c’erano 60 migranti di origini subsahariane salpati la notte del sabato da una spiaggia vicina a Nador, città portuale a est del Marocco. Il barcone, sul quale viaggiavano anche 20 donne e tre bambini, ha lanciato le prime richieste di soccorso domenica mattina alle 5. A ricevere l’Sos è stata Helena Maleno dell’Ong spagnola Caminando Fronteras. Secondo la cooperante, i migranti avevano già chiesto aiuto alle autorità marocchine. “L'ultimo contatto che abbiamo avuto con queste persone è stato alle 17 di domenica – ha affermato Maleno al quotidiano Publico – erano disperate perché nessuno li soccorreva e dicevano che almeno venti compagni erano già morti”.

Un portavoce di Soccorso marittimo spagnolo ha assicurato ai media iberici di aver contattato "in numerose occasioni" le autorità marocchine dopo aver ricevuto l’avviso dall’Ong. “Abbiamo offerto collaborazione e coordinamento per la ricerca e il salvataggio di quella barca nelle acque marocchine, ma non abbiamo avuto una risposta. Lunedì abbiamo chiesto più volte aggiornamenti sulla situazione, ma il Marocco non ha fornito nessun chiarimento”, ha aggiunto il portavoce. “Siamo stati più di un giorno senza sapere nulla di loro, ieri avevano già passato più di 12 ore a chiedere e aspettare aiuto e vedere come i compagni stavano morendo a poco a poco”, denuncia Maleno. “34 morti, fra i quali un neonato e un bambino, su un barcone con 60 persone che l'altro ieri è naufragato di fronte al Marocco” – ha scritto la cooperante su Twitter –hanno chiesto aiuto per 24 ore e li hanno lasciati morire lentamente”.

Tra gli 11 corpi senza vita dei naufraghi recuperati dalla marina marocchina, ci sono anche quelli di due bambini.

“I sopravvissuti stanno molto male, hanno passato molte ore di agonia. Hanno vissuto una tragedia e lo choc è orribile, molti non riescono nemmeno a parlare”, afferma il personale di Caminando Fronteras. Da anni l’Ong denuncia il “fallimento” del coordinamento tra le autorità spagnole e marocchine nel salvataggio dei migranti. “I mezzi a disposizione del Marocco non sono preparati per questo compito – avvertiva l’ultimo rapporto dell’organizzazione umanitaria – sono navi militari con poca esperienza nel salvataggio marittimo”. “Spagna e Marocco concentrino gli sforzi per rafforzare la collaborazione per proteggere il ʽdiritto alla vitaʼ dei migranti”, ha chiesto Maleno.

Con la chiusura dei porti italiani e la diminuzione delle partenze dalla Libia, il Mediterraneo occidentale è diventata la nuova rotta dei viaggi dei migranti. Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Iom), nel 2018 sono oltre 36mila le persone arrivate in Spagna via mare; di questi, circa 11.307 sbarcati dall'inizio di agosto. Un numero che ha già superato quelli degli sbarchi avvenuti negli ultimi tre anni. Ad aumentare è anche il numero di morti: oltre 360 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa dal Marocco o dall'Algeria, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2017, quando erano stati 145 i migranti erano o sono scomparsi.