Per la terza volta la magistratura spagnola ha archiviato il procedimento sulla morte di 13 studentesse Erasmus, tra cui c’erano sette italiane, avvenuta il 20 marzo 2016 in un incidente in Catalogna che coinvolse il pullman su cui viaggiavano. Come ha anticipato il quotidiano La Nazione, il giudice ha deciso di non riaprire il processo scrivendo nelle motivazioni che non ci sono i presupposti. Ciò vuol dire che sarà impossibile ricostruire eventuali responsabilità su quel pullman che ha sbandato in autostrada e poi si è rovesciato. Quel giorno di tre anni fa le studentesse in Spagna col progetto Erasmus viaggiavano a bordo di un bus che da Valencia, dove c'era stata una festa, doveva portarle a Barcellona dove risiedevano. Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Elisa Scarascia Mugnozza, Francesca Bonello e Serena Saracino le sette italiane che persero la vita.

Le famiglie delle vittime non si arrendono – “Abbiamo già dato impulso ai legali spagnoli di ricorrere contro questa nuova archiviazione dell'inchiesta sull'incidente”, ha spiegato l'avvocato Stefano Bartoli che assiste la famiglia di Lucrezia, che si è detto scioccato per la nuova archiviazione. Rabbia e dolore è quanto ha detto di provare, tramite l’avvocato Cinzia Zanaboni, anche la famiglia di Elena Maestrini. Ora i legali delle famiglie delle vittime potranno impugnare l'atto davanti alla Corte di appello ma c’è il rischio di ritrovarsi di nuovo di fronte allo stesso giudice. “Ma noi non ci arrenderemo, vogliamo un processo, le nostre ragazze non si sono suicidate, sono morte su un pullman che doveva riportarle a casa: qualcuno deve dirci chi ha sbagliato, di chi è la colpa”, ha aggiunto il padre di Elena Maestrini. Intanto il Consiglio regionale della Toscana (tre delle studentesse morte erano toscane), su proposta del capogruppo Pd Leonardo Marras, ha approvato una mozione in cui chiede al presidente Enrico Rossi di attivarsi presso le istituzioni spagnole per riaprire l'inchiesta.