Dopo la notizia del Tribunale di Losanna che ha respinto il ricorso di Alex Schwazer sulla condanna per doping impartita al marciatore azzurro (squalifica fino al 2024) è arrivata la decisione riguardante i due medici coinvolti nella vicenda.  La Corte d'appello di Bolzano ha assolto i medici della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Pierluigi Fiorella e Giuseppe Fischetto, che erano stati accusati di favoreggiamento. Una sentenza che ha ribaltato completamente il verdetto che giunse in primo grado quando erano stati invece condannati a due anni ciascuno. Anche l'ex dirigente del settore tecnico della Fidal, Rita Bottiglieri, condannata in primo grado a 9 mesi, è stata assolta, come chiesto anche dall'accusa di secondo grado.

Uno dei casi più intricati dello sport italiano

Dunque, restano – se non aumentano – le ombre attorno a uno dei casi giudiziario-politici più intricati dello sport italiano dove si è assistito – e si sta assistendo – a tutto e al suo contrario. Tempi lunghissimi; indagini che non hanno mai portato a chiarimenti sui fatti oltre ogni dubbio; sentenze che sconfessano le precedenti; la sensazione di una vendetta da parte della Federazione Italiana di Atletica Leggera verso lo stesso Schwazer che, patteggiando la prima squalifica, ha inguaiato i vertici medici federali.

Il filo conduttore della difesa di Schwazer

Quest'ultimo aspetto è stato il filo conduttore della difesa dei legali di Alex Schwazer che hanno sempre puntato il dito indice verso le incompetenze della Federazione rea di averlo assistito, verso pratiche illecite, con i suoi medici. Oggi, la doppia sentenza avvalla questa tesi: come può essere confermata la squalifica sul marciatore quando vengono assolti i medici federali ritenuti fino ad oggi coinvolti?

La positività all'Epo nel 2012

Quando nel 2012 si affidò alle cure del troppo chiacchierato dottor Ferrari, di certo sbagliò. Quando sembrava eludesse i controlli medici, allenandosi all'estero e tentennando di fronte agli ispettori antidoping, sembrava avere più di qualcosa da nascondere. Ma per quegli errori, pagò: fu trovato positivo all’Epo il 30 luglio 2012 e condannato. Patteggiò la pena e fu quella, probabilmente, la sua colpa più grave perché con le sue confessioni inguaiò i medici federali Fischetto e Fiorella, accusati di favoreggiamento nei suoi confronti. Gli stessi due medici oggi assolti, quando in primo grado furono condannati a 2 anni. Era il 15 dicembre 2015 quando al processo di Bolzano mosse accuse dirette contro i due medici della federazione internazionale. In quello stesso giorno, accade qualcosa di unico: la Iaaf ordinò un controllo antidoping a sorpresa per il 1° gennaio che porterà alla positività di Schwazer solo nel giugno dello stesso anno, alla viglia dei giochi di Rio (ai quali Schwazer mai parteciperà) e che fu motivo dell'attuale squalifica fino al 2024.

Perché tanto tempo per esaminare provette d'urina?

Ancor oggi non si conoscono i motivi reali per cui ci siano voluti sei mesi per analizzare due provette di urina, aprendo il fianco a connivenze, colpe, fatti inspiegabili, omissioni e reticenze. Un mistero così fitto e intricato che nemmeno Giovanni Malagò, presidente del Coni, di fronte alla conferma della condanna di Schwazer non si permette di commentare: "Dal primo giorno ho sempre evitato di fare commenti su questa storia per ovvi motivi. Ho un ruolo istituzionale. E' una vicenda che deve far molto riflettere, in tutti i sensi"