L’arrampicatore americano Brad Gobright è morto durante una scalata in Messico all'età di 31 anni. Gobright si trovava in Messico da alcuni giorni per scalare, ma per una fatalità ha perso la vita. La notizia è stata data subito dal sito di news messicano Telediario e successivamente dalla rivista specializzata per gli amanti delle scalate e delle arrampicate, "Rock and Ice".

Secondo le informazioni raccolte direttamente da "Rock and Ice" Gobright sarebbe caduto mentre saliva il Sendero Luminoso, una via del complesso montuoso Portero Chico. Al momento però, la dinamica che ha portato all’incidente non è chiarissima: sembra che Gobright sia caduto insieme al suo compagno Aiden Jacobson. Il corpo di Jacobson si è fermato pochi metri sotto, mentre Gobright sarebbe precipitato bel vuoto per circa duecento metri. Un testimone oculare che si trovava sopra i due ha raccontato che il tutto è accaduto mentre Gobright e Jacobson stavano utilizzando una corda da 80 metri alla cui estremità si sono dimenticati di fare il nodo.

Brad  Godbright era considerato un grande talento dell'arrampicata dove prediligeva la disciplina “free solo”, cioè dell’arrampicata senza corde o protezioni. Una disciplina estrema che gli valse fama internzionale a tal punto che nel 2015 la rivista The Outside in una lunga intervista dove ne raccontava vita e gesta sportive, lo aveva definito «il più grande arrampicatore in free solo». Gobright era l’uomo della velocità e dei free solo:  sul “The Nose” il 19 ottobre 2017 aveva stabilito, insieme a Jim Reinholds, il nuovo record di velocità con 2 ore 19 minuti 44 secondi.

I’m so sorry to hear that @bradgobright just died in a climbing accident. He was such a warm, kind soul – one of a handful of partners that I always loved spending a day with. I suppose there’s something to be said about being safe out there and the inherent risks in climbing but I don’t really care about that right now. I’m just sad for Brad and his family. And for all of us who were so positively affected by his life. So crushing. Brad was a real gem of a man. For all his strengths and weaknesses (like his insanely strong fingers, or living out of a Honda Civic…) at the core he was just a good guy. I guess there’s nothing really to say. I’m sad. The climbing world lost a true light. Rest in peace…

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Alex Honnold, più volte compagno di cordata di Gobright, lo ha voluto ricordare via social network: "Sono triste per Brad, per la sua famiglia e per tutti noi che siamo stati influenzati positivamente dalla sua vita. Brad era un gioiello, nonostante tutti i suoi punti di forza e di debolezza. Nel profondo era solo un bravo ragazzo. Immagino non ci sia nulla da dire, sono triste. Il mondo dell’arrampicata ha perso una luce, riposa in pace