In un’intervista concessa alla Epsn, Patrick Mouratoglou, allenatore (ed ex compagno) di Serena Williams, ieri aveva detto che l’americana probabilmente avrebbe rinunciato agli ultimi tornei della stagione e soprattutto alle Wta Finals. In un primo momento si era pensato che il tecnico fosse stato un po’ troppo imprudente, ma evidentemente il francese già sapeva tutto. Perché oggi è arrivata la rinuncia ufficiale di Serena Williams al Masters di Singapore. Ufficialmente l’americana fa sapere che rinuncia “perché può così affrontare adeguatamente problemi di salute e di conseguenza avrà tutto il tempo per guarire”.

Ma la verità è un’altra. Perché sempre Mouratoglou, che la conosce benissimo, ha riferito che Serena dopo la sconfitta subita con Roberta Vinci nella semifinale dell’Open degli Stati Uniti ha avuto un netto calo di motivazioni e sarebbe caduta in una sorta di crisi depressiva. La Williams a New York ci era arrivata con un carico sulle spalle notevolissimo. Perché aveva vinto le tre precedenti prove dello Slam: gli Australian Open, il Roland Garros e Wimbledon. E praticamente tutti si aspettavano che Serena realizzasse il Grande Slam. Ma non è stato così. L’eccessiva tensione ha divorato l’americana che ha giocato male nel corso di tutto il torneo ed è stata sconfitta in semifinale dalla Vinci, poi battuta in finale dalla Pennetta.

Sembrerà strano che un’atleta vincitrice di tre Slam su quattro e che naturalmente chiuderà al numero uno l’anno abbia un calo di motivazioni, ma lo sport a grandi livelli spesso ha visto grandi atleti fermarsi dopo aver compiuto una grande impresa o dopo averla mancata, come accaduto alla Williams che comunque nel 2016 potrà provare a eguagliare il numero di Slam vinti da Steffi Graf. La tedesca ne ha conquistati 22, uno in più dell’americana. La giocatrice che in campo femminile ha vinto più Major è Margaret Court Smith, l’australiana ne portò a casa 25.