Fabrizio Nassi, il capitano della nazionale di Pallavolo finalista al Mondiale del 1978, è morto. Nassi, nato a Pontedera nel 1951, da anni stava combattendo contro una brutta malattia.  Fabrizio Nassi era il capitano della Nazionale di Carmelo Pittera, medaglia d’argento al Mondiale 1978. Quello fu uno dei primi grandi risultati internazionali della pallavolo italiana.

Vicecampione del mondo nel 1978

Fabrizzi Nassi era un mito per i ragazzi della sua generazione, per quelli che amavano la Pallavolo che mai fino al 1978 aveva dato grandi soddisfazioni all'Italia dello sport. Nassi era il capitano di quella nazionale, che ha aperto la strada alla cosiddetta ‘generazione dei fenomeni', che con Velasco fece incetta di titoli Mondiali e Europei.

Campione d'Italia a Catania

Aveva disputato tre campionati del mondo con l'Italia Nassi, che disputò 132 partite con la maglia azzurra. Il pallavolista fu per cinque anni il giocatore simbolo della Paoletti Catania, che lo prese dal Cus Pisa, giocò anche un anno a Palermo. Con la squadra di Catania vinse uno storico campionato nel 1978, il suo anno migliore. Era un martello, i compagni giocavano per lui e lui, Nassi, colpiva e affondava gli avversari in Italia e fuori.

Il Mondiale '78, il sorprendente argento dell'Italia

La Pallavolo è sempre stato uno sport splendido, ma il primo grande boom lo ha vissuto in Italia sul finire degli anni '70. L'Italia organizzò il Mondiale che si giocò a Roma, Bergamo, Ancona, Udine, Venezia e Parma. Gli azzurri erano guidati da Carmelo Pittera, un giovane c.t., all'epoca trentaquattrenne, dotato di grandi idee, aveva una squadra forte, ma non era tra le più quotate alla vigilia. L'Italia invece arrivò fino alla finale, che perse contro la fortissima Unione Sovietica. Dopo una duplice fase a gironi gli azzurri eliminarono Cuba prima di arrendersi allo squadrone sovietico.