Venerdì scorso a Giardini Naxos è morto Felice Gimondi, uno dei più grandi ciclisti di sempre, uno dei sette corridori capaci di vincere tutte le tre grandi corse a tappe, e uno dei più grandi atleti italiani di tutti i tempi. Gimondi ha avuto un attacco di cuore mentre stava nuotando e per lui non c'è stato niente da fare. La figlia Norma ha scritto una lettera al papà: "Il migliore che si possa avere", una missiva commovente pubblicata sul ‘Corriere della Sera':

Caro papà, da bambina quando partivi per il Giro d’Italia la mamma faceva scrivere a me e Federica una letterina per farti compagnia la sera, di rientro dalla tappa. Era un modo per dirti e farti capire che anche se non eri con noi, noi eravamo con te ovunque. Scrivo questa — la lettera che più ho temuto di dover scrivere — perché oggi più che mai io, mamma e Federica abbiamo bisogno che tu sia con noi. Con le tue poche parole ma con i tuoi tanti fatti, ci hai amato immensamente. Il tuo cuore grande e forte non ha retto e ora sei qui su questo tavolo, in questa stanza gelida. Vorrei poterti dire: alzati papà, ci sono tanti che fanno il tifo per te.

La figlia del campione, che per oltre quindici anni ha vinto in tutto il mondo e che ha battagliato con il suo grande rivale Eddie Merckx ha ricordato i valori con cui è cresciuta e ha ricordato i tanti ‘gimondiani' che ancora oggi sono pronti a sostenerlo e acclamarlo:

Ci sono gli amici di sempre, i «gimondiani» che sono ancora qui ad acclamarti e ci siamo anche noi: io, mamma e Federica che vogliamo vederti ancora una volta sorridere. Ci hai cresciuto come te: poche parole, azioni concrete. Ci hai insegnato il rispetto per l’avversario e, soprattutto, a non arrenderci mai come faremo anche noi: le tre donne di cui devi essere orgoglioso sono forti e unite. Promettimi che da lassù continuerai a guardarci, a tenerci per mano, anzi, a ruota.

Infine, Norma Gimondi ha ricordato il successo al Tour de France, il più bello della carriera di Gimondi che partito da Sedrina è riuscito a vincere tutto, anche il Mondiale nel 1973:

Tu che hai lottato fin dall’inizio, partendo a 22 anni da Sedrina e arrivando in giallo a Parigi. Vorrei portarti sempre nel mio cuore con quella maglia gialla numero 123 perché tutto è iniziato lì. Ora tutto sembra finito ma tu ci hai insegnato che nella vita si lotta tutti i giorni per ciò in cui si crede anche quando gli altri ti danno per perdente. Ora riposa, papà: questa tappa è finita. Sei il miglior papà che si possa avere. Ti amiamo sempre, fino alla fine. Norma con mamma e Federica.