Davide Vasta (foto da Twitter)
in foto: Davide Vasta (foto da Twitter)

Se non è record, manca davvero poco: Davide Vasta, rugbista che milita in Serie B nell'Amatori Catania, è stato trovato positivo a ben undici sostanze dopanti. Di queste, dieci anabolizzanti ed un altro per contrastare l'aumento del seno e dunque destinato in primis al "mercato" femminile. Su di lui c'erano già diversi sospetti: in una gara recente non era stato possibile effettuare i controlli anti-doping perché era finito in ospedale d'urgenza per un infortunio. Nella stessa squadra era già stato trovato positivo lo scorso 5 marzo Alessio Scuderi, seppur a "sole" quattro sostanze.

Un controllo mirato e fuori competizione: un cambio di rotta vera e proprio quella della Commissione Controlli da quando alla sua guida c'è l'ex-pentathleta Daniele Masala. La prima "beccata" era stata Gloria Tocchi, anch'essa pentathleta, trovata positiva ad inizio marzo ad una sostanza che in Italia non è neppure in commercio: un duro colpo per l'atletica italiana, visto che la Tocchi faceva parte delle prime otto del ranking italiano, oltre ad appartenere ad un corpo militare e con una borsa di studia da diecimila euro del Coni in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro (alle quali dovrà rinunciare).

Da inizio 2016 sono già 16 gli sportivi italiani "beccati" dall'antidoping del Coni, che ha anche cambiato denominazione in Nado-Italia. Colpisce, tuttavia, il rapporto tra atleti "beccati" nei cosiddetti sport minori piuttosto che in quelli maggiori e professionistici: un dato che conferma quanto sia difficile per il meccanismo di controllo agire su tutti gli sport, ed in particolare in quelli dove gli interessi economici la fanno da padroni assoluti.