"Da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx". Ivan Benassi, detto ‘freccia', chissà come avrebbe raccontato la notizia della caduta in bici e del ricovero in ospedale di Eddy Merckx. La frase del monologo/confessione mentre parla a Radio Raptus ronza in testa oggi che l'ex campione di ciclismo belga, oggi 74enne, è sotto stretta osservazione dei medici per il trauma cranico riportato mentre faceva ciò che lo ha reso famoso: pedalare. Lui, icona di uno sport che ha segnato un'epoca eroica. Lui, protagonista dei duelli con Felice Gimondi. Lui, imbattibile sulle due ruote grazie alla forze delle sue gambe, che finisce sull'asfalto come uno ‘sportivo qualsiasi'. Nemmeno lui è riuscito a scappare da se stesso e dalla sorte.

L'incidente a Eddy Merckx, caduto in bici e ricoverato in ospedale

È stato il quotidiano belga ‘Het Nieuwsblad' a raccontare cosa è accaduto a Eddy Merckx. Domenica era in compagnia di alcuni amici, assieme a loro passeggiava in bicicletta, la passione di una vita che non ha masi smesso di coltivare nemmeno quando s'è ritirato dalle competizioni ufficiali. Qualcosa, però, è andato storto: l'ex campione ha perso il controllo, è scivolato e ha battuto la testa.

Le condizioni del ‘cannibale': ha riportato un trauma cranico

Subito trasferito in ospedale a Dendermonde, nei pressi Gent, il ‘Cannibale' (era il soprannome di battaglia di Eddy Merckx, a testimonianza della sua forza in gara) è stato sottoposto a esami diagnostici: il trauma cranico, il fatto che abbia già un pacemaker, ha consigliato il ricovero in ospedale a scopo precauzionale e non giungono notizie preoccupanti sulle sue condizioni di salute. Un grande spavento e nulla più per adesso anche se, data l'età, resta sotto stretto controllo dei medici.

Cinque volte vincitore del Tour de France

Eddy Merckx è un emblema del ciclismo internazionale di cui ha contribuito a scrivere la storia grazie alle imprese sulle due ruote che hanno scandito le cinque vittorie del Tour de France, 19 corse ‘monumento' e altri successi tra Giro d'Italia e Vuelta di Spagna.

Il duello con Gimondi: Con lui se n'è andata una parte della mia vita

"Se ne va una parte della mia vita". È così che pochi mesi fa commentò con dolore la morte di Felice Gimondi e che ha ricordato durante un intervento al Festival di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport. "Era un grande uomo e un fuoriclasse della bicicletta. Il nostro rapporto è andato oltre lo sport".