di luca giro 2013

"Torno a correre grazie al Coni che mi ha condonato 9 mesi, perché ho collaborato per estirpare il doping". Così parlò Di Luca qualche giorno fa… Oggi, invece, la notizia è arrivata in maniera ufficiale nella mattinata in cui il Giro d'Italia (la cui tappa odierna è stata sospesa per maltempo) si appresta a festeggiare lo strapotere di Nibali, uomo in rosa senza avversari che si vede già trionfante sul traguardo di Brescia. Danilo De Luca è risultato positivo all'Epo in un controllo a sorpresa nella Carovana Rosa. Per il corridore della Vini Fantini-Selle Italia si tratta  di recidività con il doping: l'abruzzese, vincitore dell'edizione 2007, venne trovato con tracce di Cera in due controlli del Giro del Centenario, il 20 maggio ad Arenzano e il 28 a Benevento del 2009. Per il Giro 2013 è il secondo caso di doping dopo la positività di Sylvain Georges il cui uso di sostanze proibite è stato confermato anche dalle controanalisi. L'Unione ciclistica internazionale, che aveva subito fermato il corridore dell'AG2R che era risultato positivo ad uno stimolante, l'eptaminolo, al termine della settima tappa del Giro d'Italia chiederà alla Federciclismo francese di aprire una procedura disciplinare contro Georges.

Nel 2007 i primi guai. I problemi di Di Luca con il doping risalgono al 2007 quando 16 ottobre il giudice di ultima istanza per l'inchiesta Oil for Drugs lo condannò a tre mesi di squalifica. Il 27 febbraio 2008 la Procura Antidoping del CONI, a causa di un esito "atipico" dell'esame antidoping effettuato subito dopo la diciassettesima tappa del Giro d'Italia 2007  chiese a suo carico una squalifica di due anni ma il 16 aprile seguente il giudice di ultima istanza lo assolse però dalle accuse. Tuttavia perse gran parte della stagione perchè il suo Team di allora, la LPR Brakes-Farnese Vini, non venne ammesso comunque alle gare successive in programma.

Cera… una volta. Poi, il 2009, l'anno del Centenario del Giro d'Italia e quella doppia positività al CERA.  L'8 agosto 2009 anche le controanalisi confermarono l'uso di doping e Di Luca, già sospeso dall'Uci, in agosto venne licenziato dalla LPR Brakes-Farnese Vini. Il 1º febbraio 2010 venne ratificata la squalifica per due anni dal Tribunale Nazionale Antidoping del Coni. La squalifica sarebbe dovuta terminare il 21 luglio 2011, tuttavia, vista la collaborazione nelle indagini antidoping di Di Luca con la Procura di Padova, il Tribunale Nazionale Antidoping del CONI gli concesse uno sconto nella pena di 9 mesi e 7 giorni, permettendogli di tornare a correre già nell'ottobre del 2010.