Parte dall’Olanda il novantanovesimo Giro d’Italia, che si chiuderà a Torino il 29 maggio. Alla corsa rosa quest’anno prende parte anche lo ‘Squalo’ Vincenzo Nibali, che spera di bissare il successo del 2013. Il messinese, vincitore al Tour due anni fa, teme soprattutto lo spagnolo Alejandro Valverde, che a trentasei anni per la prima volta corre il Giro. La pattuglia spagnola conta anche il giovane Landa, giovane di qualità che pare destinato a una grande carriera.

Il percorso – Gli organizzatori hanno definito molto equilibrato il percorso. Per l’undicesima volta nella sua storia il Giro parte fuori dall’Italia, per la terza volta il via è in Olanda, dove si disputeranno ben tre tappe. La prima tappa italiana è la Catanzaro-Praia a Mare, mentre le prime montagne vere si vedranno nella Ponte-Roccaraso, sull’Aremogna gli scalatori testeranno le proprie condizioni. Gli ultimi dieci giorni saranno durissimi. Sabato 21 maggio si arriva a Corvara, il giorno successivo c’è una cronoscalata faticosissima di appena dieci chilometri. Tra Pinerolo e le montagne francesi si deciderà il Giro d’Italia, che si chiuderà con la Cuneo-Torino.

Le tappe – 1a tappa (6 maggio): Apeldoorn (Olanda), km 9,8 cronometro; 2a tappa (7 maggio) Arnhem-Nijmengen (Olanda) 190 km; 3a tappa (8 maggio) Nijmengen-Arnhem (Olanda) 190 km; Lunedì 9 maggio riposo. 4a tappa (10 maggio) Catanzaro-Praia a Mare 191 km; 5a tappa (11 maggio) Praia a Mare-Benevento 233 km; 6a tappa (12 maggio) Ponte-Roccaraso 165 km; 7a tappa (13 maggio) Sulmona-Foligno 210 km; 8a tappa (14 maggio) Foligno-Arezzo 169 km; 9a tappa (15 maggio) Radda in Chianti-Greve in Chianti cronometro individuale 40,4 km; Lunedì 16 maggio. 10a tappa (17 maggio) Campi Bisenzio-Sestola 216 km; 11a tappa (18 maggio) Modena-Asola 212 km; 12a tappa (19 maggio) Noale-Bibione 168 km; 13a tappa (20 maggio) Palmanova-Cividale del Friuli 161 km; 14a tappa (21 maggio) Alpaga-Corvara 210 km; 15a tappa (22 maggio) Castelrotto-Alpe di Siusi cronoscalata 10,8 km; Lunedì 23 maggio riposo. 16a tappa (24 maggio) Bressanone-Andalo 133 km; 17a tappa (25 maggio) Molveno-Cassano d’Adda 196 km; 18a tappa Muggiò-Pinerolo 234 km; 19a tappa (27 maggio) Pinerolo-Risoul (Francia) 161 km; 20a tappa (28 maggio) Guillestre (Francia)-Sant’Anna di Vinadio 134 km; 21a tappa (29 maggio) Cuneo-Torino.

Nibali e i suoi avversari – Il titolo è vacante. Perché Alberto Contador il campione 2015 non c’è. Manca anche Fabio Aru, l’altro fenomeno del ciclismo italiano che quest’anno correrà, tra le grandi corse a tappe, solo il Tour de France. Il numero 1 lo indosserà il calabrese Domenico Pozzovivo, che in realtà come obiettivo massimo ha il podio. Nibali è il favorito per la vittoria finale. Gli avversari per lo ‘Squalo’ non mancano. Grande considerazione la meritano il colombiano Uran Uran, due volte secondo, il basco Mikel Landa e soprattutto Alejandro Valverde, trentaseienne spagnolo che spera di aggiungere un altro titolo alla sua carriera già ricchi di successi e piazzamenti importanti. Iscritti anche gli ex vincitori Scarponi e Hesjedal, il velocista Cancellara e gli azzurri Cunego e Pozzato.

Polemica – Non è ancora iniziato il Giro è già ci sono polemiche. L’oggetto del contendere in questo caso è uno spot della Rai, che nel filmato, in cui esalta la storica corsa a tappe, contrappone la storia delle due ruote del ciclismo a quella delle due ruote del motociclismo. E naturalmente in questa lotta, nella pubblicità, esce vincente il ciclismo. Nello spot c’è una frase in particolare che ha suscitato delle polemiche. Perché viene detto che il ciclismo è ‘il vero sport a due ruote’. Il presidente della Federazione motociclista italiana, Paolo Sesti, si è arrabbiato parecchio ed ha scritto una missiva contro quello spot Rai:

Sono rimasto negativamente colpito da quello spot non solo perché il ciclismo viene definito come il vero sport su due ruote, ma soprattutto per la metodologia della contrapposizione: l’esaltazione di una specialità sminuendo, con continui riferimenti, il valore di un’altra è operazione superficiale e non corretta, forse realizzata da chi non conosce davvero bene né il ciclismo né il motociclismo. Questo spot non rende merito a nessuno, ma che soprattutto danneggia l’immagine dei nostri piloti ed appassionati. Una caduta di stile inaspettata, soprattutto dalla Rai.