Taglio del 16% degli stipendi se la Serie A riparte, quota raddoppiata fino al 33% se il campionato verrà dichiarato concluso in anticipo a causa dell'emergenza sanitaria nazionale scoppiata per il contagio da Coronavirus. È questa la linea emersa nel corso dell'Assemblea di Lega che si è svolta questa mattina: i club lasciano alle spalle i dissensi delle ultime settimane e trovano finalmente una linea comune su uno degli aspetti della vicenda economica, la questione ingaggi da decurtare.

Un delibera che, applicata su base annua lorda, nel primo caso limiterà a due le mensilità alle quali calciatori dovranno rinunciare mentre nel secondo (quello di sospensione definitiva) saranno quattro quelle da tagliare. Quale sarà il risparmio? La stima va da un minimo di 260 milioni a un massimo di 520 milioni circa. Fissato il criterio generale, viene anche specificato che adesso toccherà alle singole società raggiungere gli accordi con i rispettivi tesserati.

Questo intervento – si legge nella nota ufficiale -, necessario per salvaguardare il futuro dell'intero sistema calcistico italiano, prevede una riduzione pari a 1/3 della retribuzione annua lorda totale (ovvero 4 mensilità medie onnicomprensive) nel caso non si possa riprendere l'attività sportiva, e una riduzione di 1/6 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 2 mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019/2020. Resta inteso che i Club definiranno direttamente gli accordi con i propri tesserati.

Dalla tavola rotonda era esclusa la Juventus che nei giorni scorsi aveva già deciso un provvedimento del genere per effetto di una sorta di contrattazione interna condotta da Giorgio Chiellini e dai senatori del gruppo.

Altro tema toccato in Assemblea di Lega: la ripresa del campionato. Quando avverrà? Nonostante le previsioni ottimistiche emerse nelle ultime ore (ovvero, la possibilità che l'attività riparta nella seconda metà di maggio, al massimo entro giugno), i club hanno preferito tenere un profilo basso.

La Lega Serie A sta seguendo l'evoluzione dello scenario in stretto coordinamento con la UEFA, la FIGC e l'ECA – si legge ancora nel comunicato -. È stata confermata la volontà di portare a termine la stagione e di tornare a giocare, senza correre rischi, solo quando le condizioni sanitarie e le decisioni governative lo consentiranno.