Gianluca Petrachi a ruota libera. Il ds della Roma è intervenuto in conferenza stampa in occasione della presentazione dei neoacquisti Carles Perez, Roger Ibanez e Gonzalo Villar. L'ex Torino si è tolto qualche sassolino, per smentire alcune indiscrezioni dei giorni scorsi. Tanti gli spunti interessanti, dal chiarimento con Fonseca e con alcuni calciatori, al retroscena sull'ingresso negli spogliatoi del Mapei Stadium dopo il disastroso primo tempo dei giallorossi in casa del Sassuolo.

Petrachi, il punto sul mercato della Roma e la rivoluzione giallorossa

L'occasione per presentare i tre colpi di mercato, ha offerto a Petrachi la possibilità di chiarire alcune cose, sul lavoro portato avanti finora: "Vorrei fare chiarezza, perché quando si dicono delle cazzate se non fermi l'emorragia finiscono per risultare per vere. Alla mia presentazione di inizio anno ho detto che sarebbe stato l'anno zero. Sono stato chiamato dalla Roma per provare a recuperare degli errori effettuati negli anni precedenti. Con tanta umiltà, tanta voglia ed entusiasmo mi sono calato nella parte e credo che in questi mesi sia stata fatta una grandissima mole di lavoro". A tal proposito il ds ha fatto il punto della situazione: "La Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione: sono usciti venti giocatori e ne sono entrati quattordici. La Roma non compra giocatori per 70 milioni, ma con questo budget ne ho comprati sette. Serve che qualcuno raddrizzi le antenne e si renda conto che è evidente che ho chiesto un po' di pazienza e la comprensione da parte di tutti".

Lo sfogo di Petrachi e la difesa della Roma

Il dirigente si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: "Non amo le calunnie e le falsità che spesso su qualche giornale e dai media escono come vigliaccherie. Sono una persona scomoda perché non faccio comunelle, non prendo caffè e non rispondo ai messaggi da questa estate e la mia schiena è sempre dritta. Oggi sono la persona che volete attaccare, non ho problemi: cercherò di non essere spappolato da quello che è un percorso che è stato fatto con altri colleghi. Vado avanti per la mia strada cercando di fare il bene della Roma". A suo dire ci vuole più equilibrio nei giudizi sulla Roma: "Fino a venti giorni fa si decantava una Roma importante, un bravissimo allenatore che stava conquistando tutti e una Roma che stava forse giocando il miglior calcio d'Italia. La Roma adesso è in difficoltà, e io ero preparato a tutto questo".

La smentita del battibecco con Dzeko

Entrando nel merito il ds ha parlato anche delle voci relative al battibecco con Dzeko, smentendo categoricamente: "Petrachi viene bacchettato da Dzeko che chiede più qualità", niente di più falso. Premesso che Dzeko deve fare il calciatore e non spetta a lui dire se la squadra ha qualità o meno, lui è un ragazzo intelligente e non si sarebbe mai permesso di dirmi qualcosa. Se deve dire qualcosa lo fa all'interno dello spogliatoio con i ragazzini visto che è il capitano e il leader. Prima cazzata. Seconda cazzata: si dice che io sia stato convocato perché messo duramente alla prova dall'eventuale nuova proprietà. Io ho semplicemente detto quelli che potrebbero essere i programmi futuri e gli investimenti da fare su questa Roma e la programmazione da qui a giugno. È stata scritta una inesattezza totale. Volevano sapere le future spese del club. Un'altra cazzata detta".

La strigliata alla Roma dopo il primo tempo col Sassuolo

Cosa è successo dopo Sassuolo-Roma, Petrachi conferma la strigliata alla squadra: "Dopo un 3-0 in 45 minuti mi è sorto spontaneo entrare nello spogliatoio e far capire ai ragazzi che la prestazione era penosa e c’era da vergognarsi. C’era bisogno di tirare fuori gli attributi. Poi il mister è entrato per parlare di tattica, che non mi appartiene, quindi io mi sono messo da parte e ho ascoltato la ramanzina del mister alla squadra. Io gravito sempre negli spogliatoi, sono sempre a contatto con i ragazzi, trovo legittimo che se c’è qualcosa come quei 45 minuti, anche io devo farmi delle domande e far sentire la voce della società che io rappresento. Siete bravi ad avere gli spifferi, io sto attento proprio agli sciacalli che speculano su queste cose che dovrebbero rimanere nello spogliatoio. A volte a Roma escono cose che non dovrebbero uscire. Questo è gossip, non giornalismo. I panni sporchi devono essere lavati dentro casa".

Petrachi e il confronto con Fonseca e i giocatori della Roma

Patti chiari e amicizia lunga. Petrachi non è uno che fa giri di parole. Confronti diretti con Fonseca e anche con i calciatori: "Fonseca è il gestore di questo gruppo ma se qualcosa va storto ho tutto il diritto di dire quello che penso e lo farò finché farò questo lavoro, questo sono io. C'è stato uno scontro tra me e Fonseca? Un'altra cazzata. Il tecnico ha il predominio, ma se ho qualcosa che non va, lo dico e non sto zitto. E parlo a livello mentale, di cattiveria e a livello comportamentale. Io devo essere la tutela del club e dei tifosi che fanno sacrifici e pagano il biglietto. Può piacere o meno, ma l’importante è che ci sia coesione. Ai nuovi giocatori ho già fatto capire dove sono arrivati. Ho chiamato Carles Perez dopo la gara contro il Sassuolo e gli ho detto: "Sei arrivato alla Roma, una piazza passionale, che si affeziona al giocatore che ci mette l'anima e che esce dal campo sudato". Il suo atteggiamento col Sassuolo non mi è piaciuto, il suo ingresso neanche: vorrei che ci mettesse l'anima e capisse dove è arrivato". 

La Roma e gli acquisti di Perez, Ibanez, Villar

Una battuta anche sui giovani, e sul perché delle operazioni Carles Perez, Roger Ibanez e Gonzalo Villar: "Se hai 100 milioni prendi Tizio e Caio, ma c’è un eventuale closing in atto ma che ancora non è avvenuto. Criticità a gennaio dettate da un passaggio di proprietà che ancora non è avvenuto. Ho spiegato ai calciatori: potrebbe succedere qualcosa, come potrebbe non accadere nulla. Non pensate che arriva Paperon de Paperoni e compra chissà quali giocatori. Noi siamo questi, se poi ci sarà da fare dei correttivi si fanno. Il progetto è partito 6 mesi fa e non cambia con il cambio societario. Se continuerà Pallotta o meno si vedrà. Il mercato di gennaio non è quello di giugno perché abbiamo avuto delle criticità che ho affrontato. Non siamo distanti anni luce dalla qualificazione in Champions. Domenica è una finale, siamo a tre punti, dobbiamo tirare fuori la sana cattiveria e sono convinto che ne usciremo anche più forti".