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Nuova regola del calcio in vista: è frutto di quello che è successo tra Prestianni e Vinicius

La FIFA sta pensando di sanzionare i calciatori che si coprano la bocca in campo quando è palese che il motivo per cui lo fanno è insultare gli avversari senza che si possa leggere il labiale.
A cura di Paolo Fiorenza
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La FIFA potrebbe rendere obbligatorio un comportamento per tutti i giocatori in campo, in modo da impedire che accadano episodi come quello che vede accusato di frasi razziste nei confronti di Vinicius l'attaccante del Benfica Gianluca Prestianni. L'ex difensore di Inter, Manchester United e Arsenal Mikael Silvestre, membro del FIFA Players' Voice Panel, ha rivelato che sono in corso discussioni circa sanzioni da irrogare ai calciatori che tentano palesemente di coprirsi la bocca e lo fanno non certo per occultare informazioni che potrebbero essere utili agli avversari.

Il FIFA Players' Voice Panel – il cui "capitano onorario" è George Weah – è un gruppo consultivo composto da 16 ex calciatori e calciatrici di fama internazionale, rappresentativi di tutte e sei le confederazioni calcistiche continentali. Il ruolo principale del gruppo è monitorare e consigliare sulle iniziative antirazzismo, promuovere il dialogo, l'educazione a tutti i livelli del gioco – soprattutto tra i giovani – e spingere per azioni concrete, come riforme regolamentari.

La nuova regola allo studio della FIFA per evitare insulti razzisti a bocca coperta

Tra queste ultime dunque potrebbe esserci il divieto di coprirsi la bocca in campo in determinate situazioni in cui è palese il motivo per cui lo fanno. "Stiamo cercando di trovare il modo di sanzionare i giocatori che parlano coprendosi la bocca – ha detto Silvestre – Una cosa è parlare di tattica con i compagni di squadra o avere una discussione informale, ma questo caso è stato un chiaro esempio di odio tra giocatori. Forse dovremmo sanzionare questo tipo di comportamento, che si tratti di mettersi le mani davanti alla bocca o di coprirla con la maglietta, come ha fatto lui. Dobbiamo parlare con gli arbitri e capire cosa possono e non possono fare. È un lavoro in corso".

Quanto all'episodio specifico delle frasi razziste di Prestianni a Vinicius, Silvestre è consapevole delle difficoltà che sorgono in casi come questo per arrivare a prova certa, anche in presenza di testimoni (come Mbappé che sostiene che l'argentino abbia chiamato il brasiliano "scimmia" cinque volte): "È difficile per l'arbitro avere le prove che ciò sia accaduto, in modo che si possa svolgere un'indagine rapida, perché la partita di ritorno è tra sette giorni e se qualcosa può essere dimostrato come vero, al giocatore non dovrebbe essere permesso di giocare. Dovrebbe ricevere una lunga squalifica e anche frequentare un programma educativo perché questo tipo di comportamento è inaccettabile". Intanto L'UEFA ha aperto un'inchiesta ufficiale sull'accaduto.

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