Jorgensen si rifiuta di salutare i tifosi del Chelsea in trasferta a Parigi, scontro con Reece James

Il Chelsea è crollato nel secondo tempo a Parigi sotto i colpi di Kvaratskhelia e compagni capaci di chiudere la partita sul risultato finale di 5-2. Una mazzata per il londinesi chiamati ora all'impresa in casa nel match di ritorno degli ottavi di Champions. A finire sul banco degli imputati tra gli inglesi dopo la partita è stato il portiere Filip Jorgensen. Nonostante avesse dimostrato sicurezza in tutto ciò che faceva, effettuando parate eccellenti su Dembélé e Barcola sull'1-0, ha poi sprecato tutto sul 2-2 con un passaggio pessimo che Barcola aveva deviato, portando al gol di Vitinha.
Aveva quasi regalato al PSG un altro gol in circostanze simili, prima di non riuscire a parare il secondo gol di Kvaratskhelia. Questo ha scatenato la rabbia di alcuni compagni di squadra come Enzo Fernandez, ma anche del capitano del Chelsea, Reece James. Quest'ultimo, apparso in alcuni video sui social, è stato visto discutere con Jorgensen a fine partita. Il portiere sembra aver ignorato le richieste del suo capitano di salutare i tifosi in trasferta dopo una prestazione da incubo al Parco dei Principi. Qualcuno ha dovuto costringerlo per tornare sui suoi passi e fare marcia indietro.
Le immagini mostrano James guidare la sua squadra verso la zona ospiti per ringraziare i tifosi, prima di scontrarsi con un netto rifiuto da parte del suo portiere. Il capitano dei Blues gli fa ampi gesti per richiamarlo ma Jorgensen si dirige negli spogliatoi. Era deluso, arrabbiato, e forse si sentiva colpevole di quanto accaduto a tal punto da non volersi far vedere dai propri tifosi. E invece per James era quello il momento di assumersi le proprie responsabilità e mostrare gli artigli per alzare la testa subito in vista della partita di ritorno.
Jorgensen è stato autore di un errore clamoroso che ha favorito il gol di Vitinha che ha cambiato l'andamento della partita. Per questo sembrava intenzionato a dirigersi dritto verso il tunnel. Il nazionale inglese James però era chiaramente frustrato dalla mancanza di rispetto del danese per i tifosi che avevano speso un sacco di soldi per andare a Parigi ad assistere alla schiacciante sconfitta. E così sia le sue urla che i suoi compagni di squadra, l'hanno convinto ad andare lì e rendere omaggio ai tifosi: era il minimo che potesse fare.