Il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina è ritornato a parlare della difficilissima situazione del calcio nazionale, chiuso nella morsa della pandemia e dell'emergenza sanitaria. Non c'è possibilità di programmare alcunché, con date che diventano semplici ipotesi e suggerimento sena la possibilità di avere certezze. E così, la scelta della Juventus e dei suoi giocatori di ufficializzare i taglio degli stipendi, per un totale di 4 mensilità, è diventata la pietra miliare su cui costruire un programma ‘salva calcio' fermando l'emorragia economica già in atto nei club.

L'esempio Juve da seguire

Una una intervista rilasciata all'Ansa, il capo del calcio italiano non ha usato mezzi termini per definire la gravità del momento è l'opportunità dell'intervento effettuato dal club bianconero in accordo con i propri tesserati: "L'accordo raggiunto dalla Juventus dev'essere un esempio che tutto il sistema deve prendere" ha detto Gravina alla vigilia di un faccia a faccia atteso con la Lega Serie A e l'Assocalciatori a inizio della prossima settimana.

Obiettivo, salvare il salvabile

L'intento finale è non solo salvare il salvabile ma evidenziare una unità di intenti e di vedute che fino ad oggi non c'è stata all'interno del mondo del pallone. C'è ancora chi spinge per tornare ad allenarsi, chi – come il Milan – ha emesso una nota ufficiale in cui seguirà unicamente le Istituzioni medico-sanitarie e chi prova a riprogrammare il calendario senza avere alcuna certezza in merito. Dalla sospensione temporanea allo stop definitivo è oramai questione di giorni.

L'appello all'unità di intenti

Per Gravina, al momento la via è unica: "La strada da percorrere è quella della coesione, dell'unità di decisioni, dell'univocità delle scelte da intraprendere. Solamente in questo modo si potrà uscire dalla situazione attuale nel migliore dei modi. Vorrei assistere ad una migliore unità e solidarietà del mondo del calcio".