Ancora rabbia e fastidio da parte del presidente della Fiorentina, Rocco Commisso in aperta polemica con il mondo juventino all'indomani del match contro i bianconeri e le parole di Pavel Nedved. Intervenuto ai microfoni regionali della Rai toscana, il patron gigliato ha voluto ribadire il proprio punto di vista, difendendone i motivi

La rabbia c’è ancora, nessuno si è scusato con noi. Nè Nedved, né altri personaggi del calcio. Non è solo un incidente, sono tre-quattro partite che accade ciò. Nedved? Non doveva parlare così, è stato irrispettoso. Non voglio favori da nessuno, ma non voglio neanche che mi trattino come lo scemo venuto dall’America"

La situazione, dunque, è tutt'altro che tranquilla. In casa gigliata si vive ancora il match contro la Juventus come un affronto personale, al di là del verdetto del campo o della supremazia tecnica vista durante i 90 minuti. La rabbia è tutta per alcuni episodi arbitrali a favore dei padroni di casa (soprattutto in occasione del secondo rigore fischiato e poi segnato da Cristiano Ronaldo) e per le parole del vice presidente Nedved, sarcastico nei confronti del patron viola.

"La Juve ha ricavi per 500 milioni, ma la legge è uguale per tutti"

Il numero uno dei gigliati, che ha rilevato la società dai Della Valle e che sta provando ad aprire una nuova era a Firenze, è tornato sugli episodi e ha evidenziato tutto il proprio disagio e quello di una città nei confronti di quanto accaduto: "Prima hanno ammazzato i nostri giocatori, poi sia col Genoa che con l’Inter c’erano rigori a nostro favore, non dati: perché gli arbitri non sono andati al VAR? Se a Bentancur davano simulazione anziché il rigore, andava fuori. Le leggi dovrebbero essere uguali per tutti. E’ vero che la Juventus ha ricavi da 500 milioni, ma pagano come tutti noi e dobbiamo essere trattati in modo uguale"