16 Maggio 2022
19:17

Abramovich disposto a far fallire il Chelsea pur di avere i suoi soldi: cessione in stallo

Il closing per la cessione del Chelsea a Todd Boehly è previsto entro la fine del mese ma, secondo fonti governative, il futuro dei Blues è tutt’altro che salvo. Oggetto della discordia: la volontà reale di Abramovich.
A cura di Maurizio De Santis
Roman Abramovich. L’ex presidente del Chelsea rischia di far saltare la cessione del club.
Roman Abramovich. L’ex presidente del Chelsea rischia di far saltare la cessione del club.

Il pomo della discordia è sempre lo stesso: un debito da 1.6 miliardi di sterline che la società controllante del Chelsea (Fordstam Ltd) ha nei confronti di un'altra holding con sede nel Jersey (Camberley International Investments) e riconducibile a Roman Abramovich. Nonostante le rassicurazioni dell'ex presidente, che aveva garantito di non esigere quel prestito né porre clausole nell'operazione di cessione con Todd Boehly, il futuro del club di Stamford Bridge resta in bilico.

L'imprenditore americano, già comproprietario dei Los Angeles Dodgers, è a capo di un consorzio che ha acquistato la società di recente per 4.25 miliardi di sterline. Il passaggio di consegne ufficiale – il closing, come si dice in gergo – è fissato per fine maggio quando scadrà anche la licenza operativa speciale concessa dal governo inglese dopo le restrizioni inferte al magnate russo in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. Tutto può ancora accadere.

Il rischio tangibile, secondo fonti filtrate direttamente da Whitehall (il centro del potere inglese), è che il futuro del Chelsea possa essere compromesso in maniera irrimediabile per l'atteggiamento "doppio" dell'ex massimo dirigente. In buona sostanza, in base a dichiarazioni pubbliche Abramovich sostiene di non richiedere l'estinzione del credito che vanta mentre dietro le quinte si starebbe muovendo per riscuoterlo.

Todd Boehly è l’imprenditore americano a capo del consorzio che ha avviato le pratiche di acquisizione del Chelsea.
Todd Boehly è l’imprenditore americano a capo del consorzio che ha avviato le pratiche di acquisizione del Chelsea.

Un fattore che "fatte salve tutte le necessarie approvazioni normative" (ovvero, il via libera da parte del governo alla chiusura della transazione) può spingere i Blues sull'orlo del fallimento. A due settimane dalla scadenza fissata per l'accordo, il tabloid Telegraph fa sapere che aumentano le pressioni su Abramovich affinché accetti un nuovo accordo di compromesso sulla somma ingente alla quale, a parole, sembrava aver rinunciato. Una fonte di alto livello istituzionale ha lasciato filtrare una frase agghiacciante per il futuro prossimo della società: "C'è seria preoccupazione che l'intesa possa saltare e che alla fine Abramovich sia disposto a far fallire il Chelsea. Il timore è provocato dal divario tra ciò che Abramovich ha annunciato di fare pubblicamente e ciò che invece vuol fare legalmente per perfezionare la cessione".

La situazione attuale è di stallo sulla cessione. La matassa s'è ingarbugliata per il rifiuto da parte del Chelsea di accettare il deposito dell'importo su un conto di garanzia. È un passaggio chiave prima che il governo, dopo le verifiche del caso, acconsenta al versamento del denaro alla Fondazione per le vittime del conflitto scatenato dal Cremlino. Vuole essere certo che quei soldi non finiscano alla Camberley Investments attraverso conti off-shore riconducibili all'ex magnate.

Marina Granovskaia lascia il Chelsea, nella rivoluzione post-Abramovich spunta anche un italiano
Marina Granovskaia lascia il Chelsea, nella rivoluzione post-Abramovich spunta anche un italiano
Nel Chelsea salta un'altra testa: si era opposto alla cessione di Lukaku all'Inter
Nel Chelsea salta un'altra testa: si era opposto alla cessione di Lukaku all'Inter
Terremoto nel Chelsea dopo la cessione di Lukaku: il nuovo presidente farà il direttore sportivo
Terremoto nel Chelsea dopo la cessione di Lukaku: il nuovo presidente farà il direttore sportivo
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni