Zanardi nell'handbike (H5) poi Podestà (H3) e Mazzone (H2), Bocciardo nel nuoto, Legnante nel lancio del peso e poi Beatrive ‘Bebe' Vio nel fioretto femminile (categoria b). Il sesto oro conquistato dalla 19enne veneziana scandisce la giornata di grazia dell'Italia che alle Paralimpiadi di Rio 2016 si chiude in gloria grazie al trionfo dell'azzurra sulla cinese Zhou Jingjing, battuta col punteggio di 15-7. Un successo bellissimo ed emozionante per la ragazza che, a causa di un'infezione fulminante propagatasi per una forma acuta di meningite subì l'amputazione dei quattro arti quando aveva appena 11 anni. Era il 2008 e per la ragazza che s'affacciava alla vita fu come sprofondare all'inferno.

Ne uscita con l'amore della famiglia e la grande forza di volontà che l'hanno portata in cima al mondo nella sua specialità. Papà Ruggero ha raccontato di recente quegli attimi di dolore e sconforto ma anche di gioia e rinascita attraverso lo sport. "Se ci avessero consigliato di vaccinare mia figlia – spiegò al quotidiano.net -, probabilmente a quest’ora starei a raccontare tutta un’altra storia. Peccato, io e mia moglie abbiamo sbagliato a fidarci dei sanitari che ci consigliarono di soprassedere".

Dopo aver vinto il Mondiali, l’Europeo e diverse tappe della Coppa del Mondo Vio domina anche sulle pedane brasiliane. E così nelle eliminatorie, ha battuto – con l’en-plein per 5-0 – la tedesca Simone Briese-Baetke, la bielorussa Alesia Mkryskaya, la georgiana Irma Khetsuriani e la cinese Yao Fang. Ai quarti è  riuscita ad avere la meglio sulla polacca Marta Makowska per 15-6. In semifinale a sbarrarle il passo c'era un'altra avversaria cinese Yao Fang, ma ha dovuto arrendersi alla maggiore forza dell'Italiana col risultato 15-1. Un percorso perfetto che le ha portato in dote una medaglia d'oro bellissima e meritata.